Il cartoncino utilizzato mercoledì all'Università

di M.T.

Una giornata che lascia il segno, quella che si è vissuta mercoledì all’università di Perugia, per l’inaugurazione dell’anno accademico. Parte della quale è finita sopra la home page della Corte Costituzionale, raccontando il messaggio che la presidente Silvana Sciarra ha affidato alla comunità accademica.

E’ indubbio che nella giornata che ha visto raccolti 18 rettori degli atenei italiani per l’inaugurazione dell’anno accademico 2023 – 2024 si sono toccati temi alti, sulla Costituzione oggi e sul suo ruolo per il futuro delle nuove generazioni, ma anche sull’Europa e sui conflitti che tengono il mondo con il fiato sospeso.

Tra queste ‘frequenze’, appare una immagine che ritrae un cartello con scritto ‘riservato student* Unipg’. E’ stato prima fotografato e inviato alle redazioni da ‘Azione Universitaria’. Poi è stato rilanciato da un post del presidente del Consiglio Regionale Marco Squarta.

I primi scrivono: «Rimaniamo sconcertati dal fatto che l’Università degli studi di Perugia utilizzi questo tipo d’ortografia in una cerimonia pubblica e solenne come l’inaugurazione dell’anno accademico. Siamo convinti che l’inclusione di tutti e tutto, come deve essere ed è, si dimostri in altro modo: con progetti concreti e fattivi volti, dove sussista il bisogno, a far capire come non vi sia nulla di sbagliato in nessuno a prescindere da come esso si senta. Queste situazioni sono secondo noi solo spot del politicamente corretto fini a se stessi che hanno il solo intento di mascherare l’assenza di progetti veri! In più l’Accademia della Crusca ha ribadito come l’ asterisco non possa essere utilizzato al posto delle desinenze dotate di valore morfologico. Ci meravigliamo quindi che venga usato nell’aula magna di uno degli atenei più antichi ed importanti d’Italia!».

Il presidente del consiglio regionale Squarta aggiunge: «Senza parole. Student con l’asterisco. Oggi all’inaugurazione dell’anno accademico ho trovato questo. Un asterisco al posto di uomo e donna, di studenti e studentesse. Un segno grafico che elimina ogni specificità. Non so di chi sia stata questa idea bizzarra, ma non la condivido affatto. La lingua italiana usata per diffondere le teorie sul genere e non offendere chi non si sente né uomo né donna. L’Università dovrebbe esaltare le singole specificità dei suoi studenti e delle sue studentesse, perché le persone non sono asterischi».

Contattata l’università sul tema, chi risponde alla chiamata di Umbria24 afferma che «non c’è nessuna intenzione da parte dell’ateneo di entrare in questa polemica». «Sorprende tuttavia – è stato aggiunto – che una figura istituzionale (il riferimento è al presidente Squarta) presente a un appuntamento durante il quale sono stati toccati temi importanti a livelli sicuramente non banali, non abbia avvertito la necessità di pronunciare una sola parola su questioni che interrogano generazioni e l’intero mondo, soffermandosi su un solo aspetto della giornata. Forse non il principale».

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