di Mar. Ros.

La cucina in tutte le lingue e le salse del mondo, l’incontro fra usi differenti nella convivialità della condivisione del cibo. Questo in sintesi il progetto promosso da Arci Terni già a partire dall’ottobre scorso e che ora viene presentato alla città grazie al contributo volontario dello chef Matteo Barbarossa e la disponibilità della cucina del Fat al Caos, oltre alla collaborazione di ‘Laboratorio idea’ e Caritas san Martino, col patrocinio del Comune di Terni.

Presentazione del progetto: il video

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Stranieri nostrani Tre le date da cerchiare in rosso sul calendario: 6 marzo, 3 aprile e 8 maggio, anche se Luisa Contessa, Kasia Krawiec e Mounetakkha Sene (operatori Arci) sperano di poter riproporre gli appuntamenti anche nei mesi successivi. Difficile definire con una parola sola l’iniziativa: ‘Stranieri nostrani’ è un evento, un laboratorio, una lezione, uno scambio: «Una festa – ama definirla il presidente Arci Francesco Camuffo – alla quale è invitata tutta la cittadinanza, compresa la consulta per l’integrazione e la sua presidente».

Politiche di integrazione Polemica velata la sua rispetto alle accuse mosse dalla Hotico nelle settimane passate a seguito della presentazione di ‘Oronero’: «Questo progetto – prosegue – rappresenta una delle numerosissime attività di integrazione promosse non solo da noi ma da tutte le associazioni che operano sul territorio a favore dei richiedenti asilo. Non c’è solo Arci – sottolinea – anche se ormai sembro essere diventato io  ‘l’uomo immagine’ dello Sprar. Grazie a Indisciplinarte abbiamo trovato il luogo simbolo di incontri tra culture diverse e costruzione di relazione e senso di comunità».

Showcooking Terni Al primo appuntamento, domenica 6 marzo, il programma prevede laboratori di acconciature africane, una lezione sulla tradizione del tè, showcooking e cena senegalese (una pietanza resterà nel menù del Fat per un mese) e per finire dj set con Souleymane. Nel corso del pomeriggio sarà offerto l’assaggio del pane preparato dagli utenti delle strutture della Valnerina e del Comune di Narni, accompagnato dall’olio ‘Oronero’.

Arci Luisa e Kasia non vedono l’ora di cominciare: «Non si tratta della solita cena multiculturale – spiegano -, ma le donne straniere nel nostro territorio saranno assolute protagoniste nella preparazione dei piatti e avranno dunque la possibilità di migliorare la conoscenza della lingua italiana. Ad ogni appuntamento – puntualizzano – il programma sarà diverso». Il ruolo di Indisciplinarte nel progetto lo spiega Linda Di Pietro: «Attraverso il Terni festival abbiamo lanciato un gancio a queste attività ponendo al centro la cultura come fattore di sviluppo umano e sociale prima ancora che economico o turistico».

Lo chef «Io sarò il braccio tecnico di tutte queste menti – afferma Matteo Barbarossa – e mi fa piacere che proprio la cucina sia i collante tra culture diverse e il motore di conoscenza di tradizioni e lingue diverse. Due saranno le pietanze che prepareremo, probabilmente – anticipa – nel menu del Fat finirà un tipico piatto senegalese a base di riso e pollo».

Twitter @martarosati28

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