L'Università per Stranieri (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Sfiduciare il rettore e revocare l’incarico del direttore generale in caso di grave inadempienza. Di questo si discuterà nei prossimi mesi all’Università per stranieri di Perugia, dove lunedì si sono riuniti il senato accademico e il consiglio di amministrazione. A larga maggioranza (11 sì su 14), dopo il parere positivo sono passate le modifiche allo statuto e al regolamento d’ateneo a proposito dell’elezione del nuovo rettore: come visto nei giorni scorsi, si tratta dello stop al meccanismo dei grandi elettori e al raddoppio, da tre a sei anni (senza possibilità di ricandidatura), del mandato del rettore.

PARLA LA PROF MAI CHIAMATA DALLA STRANIERI

Sfiducia I membri del senato accademico «hanno unanimemente auspicato che una volta eletto il nuovo rettore – spiega Palazzo Gallenga in una nota – si possa giungere in tempi rapidi a una riforma complessiva dello statuto», per la quale ora servirebbero tempi troppo lunghi, non compatibili con «l’esigenza di eleggere presto un nuovo rettore e di condividere con tutte le componenti di ateneo una nuova carta statutaria». Tra i temi oggetto di discussione «nell’immediato futuro» anche l’introduzione della possibilità di sfiduciare il rettore e di revocare l’incarico al direttore generale nei casi di grave inadempienza. I tre voti contrari sono arrivati da parte dei Cel (i Collaboratori ed esperti linguistici) e dei docenti di lingua, insoddisfatti per la nuova formulazione del voto ponderato. Temi di cui, hanno spiegato altri senatori, si discuterà in futuro insieme alle altre modifiche.

TUTTO SUL CASO SUAREZ

Organismi incompleti Parere favorevole lunedì è arrivato in senato anche sul bilancio di previsione, che aveva già superato il vaglio del collegio dei revisori dei conti. Il bilancio è stato poi approvato nel pomeriggio con otto voti favorevoli e una astensione. «I consiglieri – assicura la Stranieri – hanno concordemente condiviso l’auspicio che quest’approvazione possa costituire, unitamente alle riforme di statuto appena varate, la base di partenza per un rilancio dell’Università, di concerto con la comunità e le istituzioni locali». A tenere banco dentro l’ateneo è però anche la composizione degli organi dopo le dimissioni dei mesi scorsi: a mancare, in senato, sono infatti un rappresentante dei prof ordinari e uno degli associati, mentre in cda ne manca uno dei docenti di prima fascia: «Gli organismi sono incompleti – spiegano nell’ateneo – e le elezioni non vengono indette. È una situazione anomala».

Twitter @DanieleBovi

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