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venerdì 21 gennaio - Aggiornato alle 21:38

Stop violenza sulle donne, iniziative a Terni e provincia tra panchine rosse e riflessioni

Incontri tra associazioni, Cav e Arpa per sensibilizzare la cittadinanza, polizia di Stato e carabinieri in prima linea. Messaggio Usl2

Una donna su tre subisce violenza. Il dato è dell’Organizzazione mondiale della sanità e lo ha recentemente ricordato proprio Umbria24 fornendo uno spaccato della realtà nel Ternano, territorio che si appresta a vivere una settimana di iniziative tese a sensibilizzare l’opinione pubblica per il contrasto del fenomeno.

Violenza Ancora aperte le iscrizioni per gli eventi organizzati dall’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, nell’ambito del programma dell’osservatorio nazionale Onda, in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre). L’azienda ospedaliera, e in particolare il gruppo aziendale del Percorso Rosa, in collaborazione con l’Associazione Italiana Donne Medico sezione di Terni e il Centro antiviolenza di Terni promuove due iniziative: il 22 novembre ore 11–13 Evento aperto alla popolazione con divulgazione di brochure informative specifiche; il 24 novembre ore 12-14 e 14,30-16,30 Colloqui in presenza, con professionisti della psicologia ospedaliera, genetica forense, medicina di pronto soccorso, ginecologia e Cav. La volontà è quella di diffondere una corretta informazione e sensibilizzazione sui segni specifici di violenza rispetto alla violenza di genere ed indicazioni di carattere forense nei casi violenza sessuale sensibilizzando la cittadinanza sul tema. Lunedì 22 novembre sarà inoltre collocata una panchina pitturata di rosso lungo l’ingresso principale dell’ospedale di Terni e verrà distribuito materiale informativo. Il 24, colloquio psicologico, di genetica forense e di medicina di pronto soccorso e ginecologia; per le prenotazioni dei colloqui, è possibile contattare anche domenica 21 il numero 0744.205555. Sono coinvolti, l’ospedale, il Pronto soccorso, Ginecologia e Ostetricia, Psicologia ospedaliera e Genetica forense; Associazione italiana donne medico – Terni e Centro antiviolenza.

Terni Arpa Umbria e la Scuola di Alta Formazione Ambientale dell’Agenzia (SAFA) celebreranno la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne con un incontro di riflessione sul tema che si terrà il 25 novembre, a partire dalle ore 10.00, presso la Sala Convegni dell’Agenzia a Terni. Questa ricorrenza è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e la data è stata scelta in ricordo dell’assassinio, avvenuto il 25 novembre 1960, delle sorelle Mirabal che nella Repubblica Dominicana tentarono di contrastare il regime del dittatore Rafael Leónidas Trujillo, ma vennero sequestrate da agenti del Servizio di informazione militare e stuprate, torturate e uccise. Un episodio più che mai attuale, visto che anche secondo il rapporto Onu Global Study on Homicide 2019 ogni giorno nel mondo si verificano mediamente circa 140 femminicidi, uno ogni 10 minuti. L’incontro, dal titolo ‘Donne da Proteggere’, organizzato con la collaborazione dell’associazione La penna rossa, sarà aperto da un dialogo fra Beatrice Curci, Associazione Giulia (Giornaliste Unite Libere Autonome) e la scrittrice e giornalista del TG1, Adriana Pannitteri. A seguire è prevista una tavola rotonda che vedrà la partecipazione di Cinzia Fabrizi – Assessore alla Scuola del Comune di Terni, Alessandra Robatto- Soroptimist International Club di Terni, Paola Gigante – Casa delle donne di Terni, Ivana Bouchè – Comitato Pari Opportunità della Provincia di Terni, Rita Narducci – Presidente Comitato Unico di Garanzia di Arpa Umbria e una rappresentante del Comando Provinciale Carabinieri Terni. L’iniziativa ha il patrocinio del Comune di Terni e sarà trasmessa anche in diretta streaming sulla pagina Facebook di Arpa Umbria. Si ricorda che la partecipazione in presenza all’incontro è consentita con mascherina e green pass.

Amelia In occasione del 25 novembre, giornata internazionale della violenza contro le donne, in campo anche l’Associazione Forum Donne Amelia che ha iniziato i lavori sabato 20 con la presentazione el libro Il silenzio delle campane. I virus della violenza e della cura di Letizia Paolozzi e Aleìberto Leiss. Il libro propone una riflessione su come il virus, la convivenza forzata imposta dalle misure adottate per contenere la pandemia da Covid 19, abbia modificato la vita quotidiana degli italiani. E soprattutto come abbia profondamente inciso soprattutto sulla realtà delle categorie più fragili. Donne anziani e bambini, in primo luogo. Ma non solo: la lotta al virus ha modificato anche il nostro linguaggio, utilizzando metafore legate a un linguaggio militare, guerresco. Il testo offre una lettura di quanto è avvenuto in questi ultimi diciotto mesi alla luce di una visione ‘dalla parte dei più deboli’. «La pandemia – affermano gli autori – potrebbe rivelarsi un’occasione per riconoscere i virus umani della violenza, per comprenderne le logiche più intime, cercando e isolando gli anticorpi efficaci». Il secondo appuntamento è invece in programma proprio giovedì 25 novembre, per un incontro dal titolo: Il contrasto alla violenza sulle donne nella nostra comunità: incontro pubblico con il consultorio territoriale uslumbria2 e il centro antiviolenza della zona sociale Narni Amelia. Si svolgerà alle ore 16.30 presso la sala Conti Palladini, con la presenza delle operatrici del consultorio e di quelle del Centro antiviolenza Barbara Corvi. Il Forum Donne Amelia e le operatrici del Cav saranno presenti anche all’incontro con le alunne e gli alunni delle scuole superiori amerine, organizzato dall’assessorato alle politiche di genere del Comune di Amelia.

Panchine rosse e mascherine Una mascherina rossa ad ogni donna per testimoniare vicinanza e solidarietà. È l’iniziativa del Comune di Parrano in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne in programma il 25 novembre. L’appuntamento è fissato alle 16 alla ‘panchina rossa’ dove si terrà l’iniziativa ‘Io aderisco’ nel corso della quale verrà donata ad ogni donna una mascherina di colore rosso, simbolo della giornata, e consegnata una targa alla dott.ssa Teresa Manuela Urbani, già dirigente sanitario, da parte del sindaco di Parrano. Alle 16.30, nei locali della scuola elementare in programma invece un incontro sul tema ‘#Parranononsiferma. Fermiamo la pandemia, fermiamo la violenza’ con la partecipazione di amministratori del Comune di Parrano e dei Comuni dell’alto orvietano e i rappresentanti delle autorità sanitarie. Sempre lo stesso giorno a San Venanzo  alle ore 11:00, verrà inaugurata presso i giardini comunali ‘Villa Faina’ una nuova panchina rossa. All’appuntamento interverranno Marsilio Marinelli e Roberta Giuliani, rispettivamente Sindaco ed assessora del Comune di San Venanzo, e Cristina Calcagni, consigliera del centro Pari opportunità. Parteciperanno alla mattinata anche gli alunni della scuola secondaria.

Stop alla violenza «Come una liturgia che si ripete apparentemente immutabile – scrivono in un comunicato stampa le consigliere di Parità della Provincia di Terni, Maria Teresa Di Lernia e Ivana Bouché  – siamo alla viglia del 25 novembre. I dati sui femminicidi continuano ad essere raccapriccianti a cui si aggiungono gli omicidi dei bambini e delle bambine ad opera del padre violento o ex partner della donna uccisa. La violenza contro le donne è trasversale a tutte le classi sociali e non conosce differenze di culture. Come consigliere di Parità della Provincia di Terni, siamo da anni impegnate nella lotta contro le discriminazioni di genere, contro le molestie sui posti di lavoro, per la parità salariale, per dare  alle donne la stesse opportunità di carriera. Altresì promuoviamo eventi formativi sulla cultura di genere». Nel comunicato vengono forniti alcuni dati: «In Umbria è del 23,3 per cento femminile il partime involontario, le donne sono impiegate per il 62 per cento nei servizi e solo l’11 per cento nell’industria. Una donna su 5 smette di lavorare dopo il primo figlio (dati Istat) e l’Italia nel suo complesso è penultima in Europa per occupazione femminile ed ultima per occupazione femminile nella fascia di età 25- 34 anni». Le consigliere annunciano poi la loro presenza il 23 novembre a Narni all’incontro organizzato dall’Unitre e dal Comune, il 24 insieme all’ispettorato del lavoro Terni Rieti, il 25 presso l’università di Perugia e a Terni nella tavola rotonda organizzata dall’Arpa.

Usl Umbria2 «La violenza sulle donne – scrive in un messaggio la direzione dell’Usl Umbria2 va riconosciuta come tremendo fenomeno sociale e culturale da contrastare in tutte le sue forme favorendo il pieno sviluppo della persona e sostenendo la soggettività e  l’autodeterminazione femminile come elemento di cambiamento e progresso della società. La violenza sulle donne non è solo è fisica ci sono altre forme più subdole, come quella psicologica, che si manifesta con una smania di possesso e di controllo; la radice più profonda di questo male è quella culturale frutto di ignoranza, discriminazioni, pregiudizi, omertà, incapacità di amare. Non esiste tempesta emotiva, gelosia, tradimento, mancanza o modo di vestire, che possa anche minimamente ‘giustificare’ un gesto abominevole come quello compiuto da chi muove un solo dito contro una donna. Quando una donna subisce violenza, ‘quella’ violenza porta con sé la storia, le sofferenze, le umiliazioni, i pregiudizi; chi interloquisce con lei deve essere in grado di ascoltare in modo attento, empatico, attivo; leggere i segnali ‘sentinella’, cogliendo ogni silenzio, ogni sguardo abbassato, le espressioni del viso, il linguaggio non detto, senza mai giudicare ed incoraggiarla a rompere il silenzio fornendo strumenti concreti ed indirizzi a cui rivolgersi per chiedere aiuto. Ricordiamoci che ‘quella’ donna che subisce violenza potrebbe essere nostra madre, nostra figlia, nostra sorella; ogni violenza fatta ad una donna è violenza contro tutte le donne. L’Azienda Sanitaria Locale Usl Umbria 2 (nella foto a dx: il direttore generale Massimo De Fino, la direttrice sanitaria Simona Bianchi, il direttore amministrativo Piero Carsili) vuole avvicinare le donne alla rete dei servizi antiviolenza offrendo percorsi di assistenza, accoglienza protetta, continuità assistenziali e sostegno attraverso i propri ospedali e servizi territoriali, garantendo il raccordo operativo e la comunicazione con tutti gli attori della rete antiviolenza territoriale con l’obiettivo di individuare interventi comuni e condivisi per mettere in sicurezza la donna e non farla sentire sola».

A Montecastrilli  In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne sarà inaugurata dalla nuova amministrazione comunale una panchina speciale a ricordo delle vittime dei femminicidi. La panchina rossa, colore del sangue, è il simbolo del posto occupato da una donna che non c’è più, portata via dalla violenza. È inoltre il simbolo di un percorso di sensibilizzazione verso il femminicidio e la violenza maschile sulle donne che si estenderà fino all’8 marzo attraverso una serie di eventi, letture, convegni e incontri sul tema. «Si tratta di un segnale forte – dichiara il neo-sindaco Riccardo Aquilini –  su cui vogliamo qualificare la nostra azione politica: costruire insieme una cultura di ascolto e rispetto, in grado di eliminare la violenza sul nascere». Istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999, la giornata del 25 novembre sarà celebrata in tutto il mondo nell’ambito del più ampio tema dei diritti umani “e per noi sarà l’inizio di una serie di iniziative – aggiunge la vicesindaco Paola Fiordineve – che abbiamo progettato all’interno della rete territoriale interistituzionale regionale. Se le istituzioni non collaborano per identificare i casi critici, prevenire la loro degenerazione e sostenere le donne in difficoltà sui territori tutto questo non servirà a niente. Perciò abbiamo ritenuto utile scrivere ben chiari sulla targa posta sulla panchina il numero verde da chiamare in caso di bisogno. Nessuna donna deve sentirsi sola, in nessun caso». L’appuntamento è dunque in Viale Verdi all’incrocio con Viale della Resistenza, alle ore 15 di giovedì prossimo.

Giornata internazionale Polizia di Stato e carabinieri in prima linea per il contrasto del fenomeno. Il comando provinciale dei carabinieri di Terni, che al calare del sole si tingerà di arancione, nell’ambito di un progetto di collaborazione tra l’Arma dei carabinieri e l’associazione Soroptmist international d’Italia, è dotato di una sala d’ascolto, dedicata e pienamente operativa, ‘una stanza tutta per sé 2’ utilizzata per l’ascolto delle vittime vulnerabili. La sala è allestita con un impianto di audio video registrazione e arredata con mobili studiati per renderla più accogliente e consentire l’escussione della vittima, sia essa minore o anche maggiorenne che si trovi in condizioni di particolare prostrazione e vulnerabilità, con l’ausilio di un esperto in psicologia o in psichiatria infantile. L’ultimo passo, solo in ordine cronologico, di questo cammino condiviso e di questo sostegno reciproco nella lotta alla violenza su donne e minori è stato tenuto lo scorso 9 settembre mattina, presso il comando compagnia carabinieri di Orvieto, quando la presidente di Soroptimist Terni, dr.ssa Alessandra Ascani, ha donato ai carabinieri orvietani un kit per interrogatori in condizioni sfavorevoli 3 , che consiste in una valigetta contenente un personal computer dotato di telecamera e microfono per poter raccogliere testimonianze. Un’attenzione coordinata a livello centrale e locale. A livello centrale, in attuazione al protocollo d’intesa tra il ministro per le Pari Opportunità e il ministro della Difesa, l’Arma ha istituito presso il reparto Analisi Criminologiche (Rac) del raggruppamento carabinieri Investigazioni Scientifiche (Racis), una sezione, denominata ‘Atti persecutori’, con specifiche competenze scientifiche. A livello locale, presso il comando provinciale dei carabinieri di Terni sono in servizio cinque militari, formati presso l’istituto superiore Tecniche Investigative di Velletri (Rm) che assolvono le funzioni di interlocutori qualificati e di supporto ai comandanti di vario livello nell’adempimento delle attività, non solo investigative ma anche preventive, nel delicato settore; facilitatori per la tessitura di relazioni tra vari operatori sul territorio (centri antiviolenza, assistenti sociali, presidi ospedalieri, pool dedicati di Magistrati ecc.); recettori e osservatori di particolari derive o acutizzazioni dei fenomeni in osservazione; promotori di richieste di ausilio specializzato per le vicende caratterizzate da maggiore gravità e, infine; operatori qualificati per la ‘raccolta dei dati necessari all’analisi criminologica del fenomeno’. Questi ufficiali di polizia Giudiziaria – Marescialli e Brigadieri dal 2014 compongono la ‘Rete nazionale di monitoraggio sul fenomeno della violenza di genere’ e fungono da referenti qualificati per la trattazione dei casi più delicati di violenza di genere. Fondamentale importanza riveste, soprattutto nell’ottica della disciplina del ‘codice rosso’, la collaborazione con l’autorità giudiziaria locale, sempre molto attenta e sensibile alla tematica della violenza di genere.

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