di Daniele Bovi
Tra Rigutino e Olmo, due paesi tra Cortona e Arezzo, la linea ferroviaria direttissima e quella lenta corrono molto vicine. Così vicine che secondo l’ingegner Stefano Ciurnelli, il consulente della Regione che, insieme agli uffici di palazzo Donini, ha redatto il nuovo Piano regionale dei trasporti presentato lunedì a Perugia, è lungo quel piccolo tratto che si potrebbe realizzare la stazione dell’Alta velocità «Medioetruria», oggetto di un accordo siglato nei giorni scorsi tra Umbria e Toscana. «Un semplice tapis roulant – ha spiegato – potrebbe collegare due stazioni. Secondo i nostri calcoli quel punto potrebbe essere raggiungibile, nel giro di 60 minuti, da oltre 830 mila persone». Ciurnelli è presidente della ‘Transport planning service’, società privata che si occupa di pianificazione, ed è chiaro che la sua è l’opinione di un tecnico. L’ultima parola spetterà alla politica, che sgomita per avere nel giardino di casa la stazione, ma intanto l’indicazione autorevole di chi si occupa di trasporti per professione c’è.
Scatto di reni Nel corso della sua lunga relazione Ciurnelli ha messo sul tavolo altri dati interessanti, che fanno capire come in Umbria, anche sul versante trasporti, ci sia bisogno «di uno scatto di reni». Rimanendo sui binari delle ferrovie regionali, delle 161 tra stazioni e fermate ferroviarie che ci sono nella regione, 130 servono, ogni giorno, meno di cento persone: 1.300 viaggiatori su un totale giornaliero di circa 18 mila. «È chiaro – commenta l’ingegnere che serve una diversa organizzazione». Pochi treni veloci (in molti casi si fa per dire) dovranno percorrere tratte lunghe, mentre per quelle corte-metropolitane bisognerà concentrarsi dove c’è più domanda, anche in prospettiva. Tornando ai numeri, dieci stazioni servono ogni giorno più di 500 passeggeri e 22 tra 100 e 500. Il problema delle corse vuote però non riguarda solo i treni, anzi.
LA PRESENTAZIONE DEL PIANO. MARINI: AEROPORTO, SERVONO PRIVATI
Bus fantasma Scorrendo le tabelle del Piano compaiono gli autobus ‘fantasma’, soprattutto quelli che corrono su linee extraurbane: secondo i numeri raccolti, sul 45% di queste corse salgono meno di dieci passeggeri mentre solo sul 25% più di trenta. Quasi il 40% dei passeggeri viaggia tra le 7 e le 9 e il 43% tra le 13 e le 16, con il restante 17% ‘spalmato’ su tutto il resto della giornata. Gli autobus ‘fantasma’ non sono un fenomeno che riguarda una particolare area della regione. Il fenomeno infatti è omogeneo anche se le aree più interessate sono la zona meridionale della provincia di Terni, Avigliano, Orvieto e Fabro, la direttrice Marsciano Terni, la zona di Gubbio, Montone, Gualdo Tadino, Campello, Trevi, Nocera, l’area tra Spoleto e Terni e quella tra Cascia e Monteleone di Spoleto. Nel Piano c’è poi (a pagina 132) una sorta di lista nera delle corse meno frequentate, quelle cioè con meno di 10 passeggeri: 28 quelle elencate, dalla Gubbio-Ferratelle alla Narni-San Gemini passando per la Parano-Orvieto e la Spoleto-Terni. In tutti questi casi dal 70% al 100% degli autobus viaggia con meno di dieci persone a bordo.
Niente sovrapposizioni Ferro e gomma che, ed è questo uno degli obiettivi fondamentali del Piano, non dovranno sovrapporsi evitando così sprechi di risorse tra l’altro sempre più scarse. Dall’analisi fatta una «significativa sovrapposizione» c’è tra i servizi urbani ed extraurbani a Perugia (lungo la Pievaiola, la Marscianese, la Tiberina e l’area di Mantignana) e, in misura inferiore, anche a Terni. A Spello, Foligno e Spoleto invece tutti i tipi di servizi si sovrappongono, specialmente a Spoleto dove c’è «un forte parallelismo tra urbani ed extraurbani». In prospettiva il Piano si propone anche di velocizzare il collegamento con l’aeroporto di Fiumicino, per raggiungere il quale da Perugia servono tra le 2 e le 4 ore a seconda del mezzo scelto: «Servirebbe – spiega Ciurnelli – un Intercity diretto con partenza alle 6 del mattino e arrivo alle 8.40». Tra le azioni da mettere in campo per l’aeroporto umbro invece c’è la realizzazione di una fermata bus attrezzata (oltre a quella ferroviaria collegata allo scalo con una navetta) e un programma sul sito che consenta di pianificare in modo semplice gli spostamenti.
Le strade Numeri interessanti Ciurnelli li ha forniti anche riguardo le principali direttrici viarie della regione. Sulla viabilità extraurbana viaggiano circa 400 mila auto al giorno, che sviluppano 6,5 milioni di chilometri con un viaggio medio di 16 chilometri: «Questo significa – commenta – che c’è un sistema di tpl che non riesce ad intercettare utenti». Circa 249 mila sono invece gli ‘spostamenti’ sulla E45 dei quali sono 5.650 sono da fuori regione, il che significa che la E45 è sostanzialmente una strada percorsa da umbri. Ben 200 mila poi sono le auto che circolano sul cosiddetto Nodo di Perugia, in alcuni casi intasandolo: ad esempio tra le 7 e le 19, senza soluzione di continuità, il tratto del raccordo tra Piscille e Ponte San Giovanni è sempre sopra la sua portata massima; idem tra Collestrada e Ponte San Giovanni con tutto quello che comporta in termini di sicurezza.
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