Passa inevitabilmente da un pranzo di Natale del 1974 al profumo di serie A e da quei miracolosi 92 giorni con cui la città di Perugia riuscì ad aprire e chiudere il cantiere della nuova “casa” del Grifo, la festa dei 50 anni dello stadio Renato Curi andata in scena, tra ricordi ed emozioni, domenica mattina alla sala dei Notari. A rispondere presente non è stato solo l’ingegnere Luigi Corradi, ora 99enne, che ha voluto onorare l’evento donando al Comune di Perugia le tavole originali del progetto dello stadio Curi, ma anche Franco Vanni autore del primo gol al Curi in occasione di Perugia-Lazio, Walter Alfredo Novellino, Fabrizio Ravanelli, la moglie Clelia e la figlia Sabrina di Renato Curi, che sul campo dello stadio a lui poi intitolato ha perso la vita il 30 ottobre 1977, ma anche Federico Castagner, figlio di Ilario, altro protagonista del Perugia dei miracoli. Ad accogliere loro e molti altri protagonisti dei primi 50 anni dello stadio Curi di Perugia la sindaca Vittoria Ferdinandi alle prese, da una parte, coi lavori avviati allo stadio e, dall’altra, con la crisi nera del Grifo, reduce da quattro ko consecutive in serie C.

«Festeggiare insieme i 50 anni del Curi non è la celebrazione di un monumento, ma significa onorare una parte integrante della nostra città, una struttura che custodisce i legami. Festeggiare il Curi, quindi, vuol dire festeggiare la storia della città, fatta di visioni e concretezza, una città da sempre animata di grandissime ambizioni», ha detto la sindaca affiancata dall’assessore Pierluigi Vossi, secondo cui la storia del Curi di Perugia «è frutto del contributo di tanti ed in tanti contribuiranno ad arricchirla». Quindi l’appello di Ferdinandi «rivolto a tutti i perugini, affinché ritrovino il senso di orgoglio, tornando a riempire i gradoni del Curi». La sindaca ha poi ricordato ai presenti che sono appena iniziati i lavori per riqualificare lo stadio, precisamente la gradinata e successivamente la copertura della curva nord. «L’auspicio è che l’evento di oggi possa contribuire a rilanciare, idealmente, le vicende sportive del Perugia calcio, superando l’attuale momento di difficoltà», è scritto in una nota di palazzo dei Priori.

Durante l’incontro di domenica mattina alla sala dei Notari di Perugia si sono alternati sul palco molti di quelli che nel primo mezzo secolo dello stadio Curi, che il 5 ottobre del 1975 ha ospitato la prima partita ufficiale tra Perugia e Milan, hanno contribuito a scrivere la storia dello stadio: tecnici, tifosi, amministratori, calciatori, allenatori, giornalisti. Con ricordi e aneddoti è stata ripercorsa una storia emozionante figlia di una stagione culturale e politica probabilmente irripetibile. Parole e immagini hanno ricostruito la promozione in serie A centrata dal Grifo nel 1975, a cui sono seguiti gli interventi di Nappi, Novellino, Vannini, Tinaglia e del bomber per eccellenza Ravanelli: per tutti la soddisfazione più grande è stata lo straordinario affetto dei tifosi che gremivano lo stadio già due ore prima delle partite, che i giocatori cercarono, riuscendoci, di ricambiare sul campo.

Dalle imprese sportive a quelle costruttive. Sì, perché alla sala dei Notari ampio spazio, ovviamente, è stato dedicato all’iter che ha permesso di edificare in 92 giorni il nuovo stadio comunale di Pian di Massiano, attraverso le testimonianze non solo di Corradi, ma anche del geometra comunale Cirimbilli e di Francesco Ghini, figlio di Ghini patron di quella Sicel che forni l’acciaio con cui realizzare l’impresa di costruire il nuovo stadio da serie A in poco più di tre mesi. Custode della memoria l’ex vicesindaco Ciuffini che ha ricordato quel pranzo nel periodo del Natale ’74 tra alcuni componenti dell’amministrazione comunale di Perugia, lo stesso Ghini, D’Attoma, Castagner e la squadra. In quell’occasione emerse concretamente l’ipotesi della promozione in A del Grifo e della conseguente necessità di edificare un nuovo impianto disputare il campionato maggiore.

«Si decise di erigere una struttura che doveva essere provvisoria, ma che poi per l’abilità dei costruttori divenne definitiva, scegliendo l’acciaio grazie alla disponibilità della Sicel di Ghini, anziché sui cosiddetti “tubi innocenti”, così nel momento dell’avvio dei lavori i materiali erano già pronti e consentirono il completamento dell’impianto in tempo record», è scritto in una nota del Comune di Perugia. Nell’ultima parte dell’incontro i giornalisti storici e Federico Castagner hanno ricordato mister Ilario, artefice per eccellenza dei successi del grande Perugia e figura storica del calcio biancorosso. Insieme a Castagner è stato ricordato lo storico massaggiatore Bruno Palomba grazie alle parole del figlio Leandro.

Le celebrazioni per i 50 anni dello stadio Curi di Perugia non finiscono qui. Martedì 7 ottobre, alle 17, sarà scoperta la targa dedicata a Pierluigi “Piero” Frosio, storico e leggendario capitano del Perugia, con tifosi, ex calciatori e associazioni, per rendere omaggio a un simbolo dell’identità perugina.

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