Il parco di Villa Redenta

di C.F.
Twitter @chilodice

La chiusura di Villa Redenta è durata 24 ore, ma il problema dei controlli all’interno dell’ampio parco della residenza storica resta. Tant’è che lunedì Giampiero Panfili, presidente del consiglio comunale di Spoleto e consigliere provinciale, ha proposto al presidente dell’ente di piazza Italia, Nando Mismetti, di trasferire da via dei Filosofi a Villa Redenta gli uffici della polizia provinciale «così da garantire – ha spiegato – sia la vigilanza che risparmi nel bilancio della Provincia».

Uffici della polizia provinciale a Villa Redenta Già, perché la decina di agenti che operano su Spoleto e comprensorio sono di stanza in alcuni locali dello stabile dell’ex Comunità montana, spazi non di proprietà dell’ente ma locati, anche se a quanto non si è capito. L’ipotesi prospettata da Panfili, in ogni caso, permetterebbe di conseguire un risparmio e di assicurare quei controlli sull’area di Villa Redenta che mancano ormai da quattro, forse cinque anni, da quando cioè non sono più in servizio i due severissimi custodi che a lungo hanno vigilato, a volte anche rigidamente, sul rispetto delle regole.

VIAGGIO ALL’INTERNO DI VILLA REDENTA

Pd perplesso La proposta presentata in Provincia attraverso un ordine del giorno, è stata illustrata al consiglio comunale di Spoleto direttamente da Panfili, incontrando le prime perplessità tra le fila delle opposizioni, a cominciare dai democratici Laura Zampa e Massimiliano Capitani che hanno chiesto lumi su quali locali della Villa si intenderebbe destinare agli agenti. «A breve faremo un sopralluogo con la Provincia e rappresentanti dell’amministrazione comunale – ha spiegato Panfili – ma nel frattempo la polizia provinciale disporrà tre passaggi quotidiani all’interno del parco per assicurare il controllo».

Il Comune di Spoleto vuole Villa Redenta L’operazione, ha anche precisato il presidente del consiglio comunale di Spoleto, non rischia di compromettere l’ipotesi della permuta paventata nei mesi scorsi dal sindaco Fabrizio Cardarelli pronto ad acquisire la proprietà della residenza storica e del parco, sempre iscritti nel piano delle alienazioni, cedendo alla Provincia un immobile comunale, forse il palazzo del liceo di scienze umane, le ex magistrali. La possibilità resta, quindi, in piedi, anche se per i primi passi si attende la risoluzione del contenzioso su Villa Redenta tra l’ente di piazza Italia e Sapori d’Italia.

Giallo della chiusura Infine sul giallo della chiusura di Villa Redenta, Panfili ha spiegato che né Mismetti, né gli uffici della Provincia ne erano al corrente e che quindi non esiste alcun provvedimento in merito: «Qualcuno inopinatamente ha deciso di chiudere per un giorno e mezzo l’accesso a un parco pubblico, si tratta di un fatto grave su cui ho chiesto di fare chiarezza fino in fondo e di assumere provvedimenti conseguenti».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.