Un gazebo

di C.F.
Twitter @chilodice

«Smontate istantaneamente pedane e gazebo». Questo in estrema sintesi il contenuto della comunicazione inviata dal nuovo soprintendente per i Beni architettonici e paesaggistici dell’Umbria, Stefano Gizzi, che dopo aver manifestato le proprie perplessità sul regolamento dell’arredo urbano recentemente approvato e aver incontrato l’assessore Antonio Cappelletti, ha scritto al Comune e anche ai carabinieri del nucleo per la tutela del paesaggio ordinando la rimozione delle strutture esterne di bar e ristoranti del centro storico.

Disco rosso per gazebo e pedane Una doccia gelata che piomba sul municipio, ma soprattutto sui dodici commercianti che prima delle festività pasquali erano riusciti a montare gazebo e pedane in virtù di un’autorizzazione provvisoria per l’occupazione di suolo pubblico rilasciata dagli uffici comunali. Tutti i ristoratori e titolari di bar che, invece, avevano presentato la richiesta del caso prima del cambio al vertice in Soprintendenza, dal predecessore di Gizzi, cioè la dirigente Anna Di Bene, hanno ottenuto il via libera e almeno per quest’anno non dovranno fare i conti con una grana destinata a causare ingenti danni economici ai bilanci delle attività dell’acropoli.

Decreti di rimozione Ed è proprio su questo margine di discrezionalità che si sono messi al lavoro gli avvocati di Confcommercio che in queste ore stanno attentamente vagliando i decreti di rimozione delle strutture esterne che il Comune, conseguentemente alla comunicazione del soprintendente Gizzi, sta recapitando alla dozzina di esercenti interessati. Gli atti del municipio con ogni probabilità saranno impugnati con richiesta di sospensiva di fronte al Tar dell’Umbria, così come lo saranno i pareri di diniego che presumibilmente seguiranno la missiva inviata dal dirigente del Mibac giovedì.

Antonio Cappelletti Intanto l’assessore Cappelletti, che negli ultimi mesi ha seguito la pratica dell’arredo urbano, conclusa il 6 marzo scorso col via libera incassato in consiglio comunale, non fatica a manifestare forti perplessità sul provvedimento del soprintendente: «Non è tanto il contenuto della comunicazione, su cui si sarebbe anche potuto ragionare, ma quanto il metodo con cui il soprintendete ha scelto di agire, entrando di fatto a gamba tesa nel bel mezzo di una stagione turistica e di una partita già avviata».

Andrea Tattini Preoccupato il presidente di Confcommercio, Andrea Tattini: «Si sappia che se dovessimo essere costretti a rinunciare a gazebo e pedane, almeno il 40% di bar e ristoranti del centro storico di Spoleto sarebbe destinato alla chiusura, perché i dehors della stagione estiva consentono di tenere dritta tutto l’anno la barra di bilanci che diversamente sarebbero in rosso. Ora – ha concluso – rischiamo di incassare un colpo mortale a causa di un’interpretazione integralista e fondamentalista delle norme, ferma restando l’incredulità di fronte a dirigenti pubblici che assumono provvedimento opposti muovendosi nello stesso perimetro normativo».