Un gazebo

di C.F.

«Andate a controllare la regolarità di gazebo e pedane del centro storico». Così il nuovo soprintendente Stefano Gizzi in un esposto inviato ai carabinieri del nucleo a tutela del patrimonio culturale di Firenze e per conoscenza al Comune sulla delicata vicenda delle strutture esterne di bar e ristoranti dell’acropoli di Spoleto, trasformatisi ormai in braccio di ferro tra Confcommercio e municipio da una parte e la Soprintendenza dell’altra.

Esposto della Soprintendenza sui gazebo di Spoleto Peraltro lo scontro tra il dirigente del Mibac e gli enti locali è andato ben oltre i confini della città ducale, tanto che l’Anci non più di due giorni fa ha formalmente denunciato il blocco da parte della Soprintendenza di progetti già approvati. Il nuovo documento firmato dal soprintendente Gizzi, comunque, è stato recapitato venerdì a Palazzo dove una settimana fa, dopo la diffida di Confcommercio, si era provveduto a rilasciare l’autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico di gazebo e pedane.

La forzatura di Confcommercio e Comune A convincere gli uffici del municipio era stata la validità quinquennale dei pareri della Soprintendenza che, come hanno evidenziato nella diffida i legali dell’associazione di categoria, permetterebbe ai commercianti che nel 2014 hanno incassato il via libera di installare senza troppe preoccupazioni le stesse identiche strutture fino al 2019. Un salvagente normativo che, seppur noto alle parti, non era mai stato preso in considerazione in virtù, viene spiegato dal Comune e da Confcommercio, di una prassi secondo la quale le autorizzazioni della Soprintendenza venivano considerate decadute dal giorno di smontaggio di gazebo e pedane, per poi riavviare l’iter l’anno seguente.

Gizzi scrive ai carabinieri La forzatura sollecitata dalla categoria e compiuta dal municipio non è naturalmente passata inosservata né piaciuta a Gizzi che ieri è tornato alla carica, invitando i carabinieri a compiere una serie di sopralluoghi in bar e ristoranti del centro storico per verificare la conformità delle strutture esterne alle prescrizioni.

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