di Chiara Fabrizi
Il sindaco mette sul tavolo l’ipotesi rateizzazione di tasse e tributi, ma i commercianti insistono con la sospensione. Prosegue il confronto tra l’amministrazione comunale e la categoria che venerdì si sono accomodate all’incontro tecnico a porte chiuse organizzato al Centro operativo comunale di Santo Chiodo (Spoleto) dove per fornire un’informativa sul decreto terremoto (24 agosto e 26-30 ottobre) sono arrivati la presidente Catiuscia Marini e il vice Fabio Paparelli, con loro anche Alfiero Moretti dirigente della protezione civile regionale e Luigi Rossetti direttore per le Attività produttive e lavoro.
Tavolo tecnico con Marini e Paparelli Al tavolo anche i rappresentanti degli ordini professionali che, in un clima definito da tutti pacato, hanno ascoltato le misure previste sia sul fronte della ricostruzione materiale che di quella economica. Tra queste, come illustrato a Santo Chiodo, hanno anche parlato di «azioni di comunicazione e di promozione turistica rivolte sia a grandi canali televisivi ed editoriali sia tramite social network per un investimento, tra risorse interne e quelle dell’Enit (ente nazionale turismo), superiore ai 3 milioni di euro e dedicati sia ai mercati nazionali che a quelli internazionali. Un’occasione importante e strategica – è stato spiegato nel corso dell’incontro – per ritornare ad una situazione di normalità e far ripartire il settore turistico, un comparto vitale per l’economia della città». In questo senso anche l’amministrazione comunale ha messo in cantiere «una serie di iniziative culturali, tra cui quelle del Festival dei Due Mondi che si terranno a fine anno, per dare ossigeno e sostegno anche al comparto turistico».
L’ipotesi rateizzazione tributi Spoleto è nel cratere ma il tasto dolente per i commercianti è il distinguo fiscale e contributivo previsto dal decreto per Spoleto e le altri ‘grandi città’ dove, in base all’attuale testo approvato a larga maggioranza al Senato e atteso all’esame della Camera, a beneficiare della sospensione dei versamenti allo Stato saranno i soggetti individuali e imprenditoriali che a seguito del sisma hanno subito danni documentali, quindi non tutti indiscriminatamente. Stessa regola per la busta pesante. Così venerdì il sindaco Cardarelli ha detto: «La giunta già in occasione dell’ultima seduta ha valutato l’ipotesi di rateizzarne il pagamento cercando di contemperare tali esigenze con la necessità di portare avanti il processo di risanamento finanziario dell’Ente. Sono in corso ulteriori approfondimenti di bilancio per valutare le risorse disponibili nel bilancio».
Barbanera tra richieste e proposte Sul punto il presidente di Confcommercio, Tommaso Barbanera, commenta: «La rateizzazione è sostanzialmente già prevista da Equitalia dopo il primo avviso di pagamento, noi al sindaco abbiamo formalmente chiesto la sospensione delle tasse locali per tutte le attività commerciali e turistico ricettive, anche in considerazione della possibilità prevista dal decreto di sforare il patto di stabilità, anche perché nel decreto per noi c’è solo l’accesso agevolato al credito». Poi la proposta: «Il consiglio regionale ha approvato una risoluzione che candida l’Umbria come regione pilota del progetto Casa Italia con una serie di attività di studio e ‘ricerca per contrastare le devastazioni causate dai continui eventi sismici e al contenimento della crisi del comparto delle costruzioni’. Ho chiesto alla Marini – dice Barbanera – di individuare Spoleto come quartier generale di ogni iniziativa relativa, mentre sul tavolo del vice Paparelli ho rimesso la questione viabilità che durante il terremoto è tornata a rappresentare una forte criticità. La richiesta è di lavorare affinché si centri l’agognato miglioramento dei collegamenti tra Spoleto e Terni».
L’appello dei geometri A intervenire venerdì anche Ezio Viola, presidente dell’associazione geometri: «Ci auguriamo che l’inserimento di Spoleto non sia l’occasione per l’ennesima bagarre politica da cui vogliamo rimanere assolutamente estranei. Ci resta difficile comprendere – scrive – come l’inserimento di una città in una legge dalla quale si ricaveranno benefici economici più o meno grandi (questo è da vedere) possa essere motivo di preoccupazione e non viceversa. È evidente – va avanti Viola – che non è la legge a danneggiare l’economica della città e dei suoi flussi turistici, quanto piuttosto ciò che è accaduto. Consapevole della gravità, l’associazione geometri è fortemente preoccupata per i danni subiti dalla nostra edilizia privata con il conseguente spopolamento del centro storico e di alcune frazioni, ma anche per i danni subiti da molti edifici e strutture pubbliche, da sempre indispensabili per la realizzazione delle nostre manifestaioni artistiche e culturali. Pertanto invitiamo tutte le forze politiche, economiche e finanziarie a collaborare per far sì che tali strutture possano essere quanto prima riutilizzate, convinti che questa sia una delle risposte più importanti da dover dare a questa drammatica emergenza».
@chilodice
