di C.F.
A Spoleto si sperimenta il “portiere di quartiere”. Inizierà la propria attività entro il mese di maggio, nella zona di via Visso, l’operatore sociale della coop Abn che dovrà filtrare e raccordare le istanze di residenti e associazioni, cercando di trovare soluzioni alle problematiche che verranno segnalate, ma anche di sviluppare progetti per la zona. Come? Attraverso incontri già avviati con gli abitanti, che saranno poi coinvolti «in laboratori di comunità finalizzati proprio alla progettazione di interventi sul quartiere, alla costruzione di nuove connessioni sociali». La nuova figura costerà 5 mila euro l’anno e sarà finanziata coi fondi regionali nell’ambito del progetto Aisa (Intermediazione sociale all’abitare), che attraverso proprio personale ha compiuto diversi sopralluoghi per mappare la zona di Passo Parenzi, considerato alla fine dei rilievi un quartiere con un «potenziale comunitario significativo», potendo contare sulla presenza di scuole di ogni ordine e grado, attività commerciali, associazioni aggregative e ricreative. Energie, queste, che il “portiere di quartiere” dovrà mettere a sistema per piccoli interventi, come ad esempio la cura del verde, o per iniziative più qualificanti, come l’avvio di un progetto che coinvolga studenti e residenti, saldando rapporti di comunità: «Il portierato sociale – ha detto il vicesindaco Beatrice Montioni – è un’attività virtuosa e sarà un’efficace interfaccia tra cittadini e Comune per raccogliere istanze e idee della comunità, avvicinando ancora di più istituzioni, associazioni e residenti. Crediamo – ha concluso – sia un modo per facilitare anche i processi di progettualità, partecipazione attiva, decoro e sicurezza».
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