di Chia.Fa.

«La scadenza del 2020 è corretta, non congeliamo la gara di vendita per l’azienda agricola San Felice e abbiamo già dato mandato all’ufficio legale di procedere con la costituzione in giudizio». Questa la reazione dell’amministrazione comunale di Spoleto al ricorso presentati dagli attuali gestori di parte dei terreni e immobili di proprietà dell’ente messi all’asta per la dismissione lo scorso novembre per 3,3 milioni di euro con scadenza per le presentazione delle offerte fissata al 31 marzo.

Ricorso al Tar contro la vendita dell’azienda di Giano Come riportato sabato, l’operazione avviata dal municipio è finita al centro di un ricorso intentato dagli avvocati dei privati che hanno un’attività all’interno del complesso immobiliare e sono legati al Comune da un contratto che a loro dire ha una scadenza slittata dal 2020 al 2030 a seguito di una transazione intervenuta tra le parti nel 2011. Le ragioni degli attuali gestori, però, non sono condivise a Palazzo dove si spiega: «Stanno interpretando liberamente una partita essenzialmente consistita nella rinegoziazione di canoni arretrati con dilazione per i pagamenti fino al 2030 che non ha alcuna relazione con il contratto di locazione su parte dei manufatti e dei terreni che gli sono concessi fino al 2020».

«Scadenze corrette, gara va avanti» L’amministrazione comunale, insomma, non ha alcun dubbio sull’orizzonte temporale degli accordi siglati e per questo si costituirà, come era prevedibile, in giudizio nel procedimento aperto di fronte ai giudici amministrativi. Entro la fine del mese il Tar dell’Umbria è chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva presentata dai legali dei privati nel tentativo di congelare la procedura di vendita avviata dall’ente. In questo senso la giunta guidata dal sindaco Fabrizio Cardarelli non ha alcuna intenzione di sospendere con provvedimento proprio la gara pubblicata a novembre, ritenendo di avere tutte le carte in regola per andare avanti e arrivare all’aggiudicazione definitiva, nel caso in cui naturalmente arrivassero offerte economiche per l’acquisto dell’ingente patrimonio immobiliare valutato a 3,3 milioni di euro con apposita perizia.

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