di Chiara Fabrizi
Si sblocca la maxi pratica del contributo per l’autonoma sistemazione. Sono stati messi in liquidazione circa 525 mila euro destinati a 232 sfollate residenti nel Comune di Spoleto, molte delle quali fuori casa dal terremoto del 30 ottobre e in attesa del primo pagamento. Le domande per il cas presentate in municipio sono 329, ma sul centinaio di famiglie rimaste fuori dalla lista non si è ancora proceduto ad autorizzare il versamento: «L’istruttoria per la verifica dei requisiti di accesso al contributo è in corso – si legge nell’atto – non essendo state ancora completate le verifiche tecniche sugli immobili danneggiate e quindi formalizzati i relativi esiti».
Ok al contributo per 230 famiglie sfollate Nella pesante e agognata determina, firmata lunedì scorso dalla dirigente Stefania Nichinonni, viene spiegato che l’operazione di controllo ha interessato «i dati dichiarati dai soggetti richiedenti, la verifica con consultazione dell’anagrafe comunale per la composizione del nucleo familiare; la verifica delle ordinanze sindacali di inagibilità emesse ed eventuali ordinanze di revoca tramite il sistema informatico in uso presso la Protezione civile». Le coperture finanziarie al contributo per l’automa sistemazione sono arrivate il 17 febbraio con decreto della presidente della giunta regionale, Catiuscia Marini, che ha liberato 561 mila euro per il Comune di Spoleto. Dopodiché si è stretto il cerchio sull’elenco dei beneficiari, firmati gli atti e trasmessa la pratica alla ragioneria dell’ente che sta provvedendo in queste ore.
Pratica da oltre 520 mila euro Quello in erogazione non è il primo pagamento del contributo dall’inizio della crisi simica. Nel novembre scorso, infatti, a seguito del terremoto del 24 agosto l’ente aveva già provveduto a evadere le richieste delle famiglie rimaste senza casa, ma la pratica non tiene il confronto: 48 domande per 39.200 euro. Le carte in tavola le ha cambiate completamente, come noto, il terremoto di Norcia del 30 ottobre che ha colpito duro anche Spoleto e a distanza di quattro mesi e più viene messo un punto sul cas con la copertura del dovuto fino al 20 febbraio, mentre per il centinaio di famiglie ancora in attesa si procederà più speditamente, come assicurano gli uffici. Nelle casse dell’ente per la tranche di contributo in questione restano comunque circa 40 mila euro che saranno progressivamente esauriti con l’approvazione delle pratiche ancora al vaglio.
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