Bevilacqua, Reale e Grossi (foto Fabrizi)

di Chia.Fa.

«Ci interessa interagire con le istituzioni, ma soprattutto sederci al tavolo dell’osservatorio per il turismo dove vengono definiti gli interventi finanziati con gli introiti della tassa di soggiorno». Si presenta così l’associazione Agriturismi Spoleto, la prima associazione di categoria per i titolari di queste specifiche strutture extralberghiere che nel territorio comunale sono ben 63, quasi il doppio degli hotel, seppur con una capacità ricettiva limitata a 960 posti letto complessivi, contro gli oltre 1.400 degli alberghi.

Nasce l’associazione degli Agriturismi Spoleto Attualmente i soci della nuova realtà sono una dozzina circa, ma naturalmente l’ambizione è di ingrossare le fila degli iscritti «così da poter pesare di più nelle sedi che contano e fare il bene della categoria», come afferma la presidente Annalisa Reale, milanese d’origine e spoletina d’adozione. Perché effettivamente i titolari degli agriturismi si sentono una categoria a sé: «Noi salvaguardiamo i prodotti tipici dell’agricoltura e della zootecnica – dice la Reale – facciamo le colazioni e poi andiamo a seminare o a raccogliere le olive, difendiamo la campagna che senza di noi sarebbe abbandonata o cementificata, ma soprattutto abbiamo un’offerta altamente diversificata».

«Incideremo su investimenti con tassa soggiorno» E infatti nell’agriturismo di Eggi, dove è stata presentata l’associazione, ci sono operatori e agricoltori che nella propria struttura ospitano fattorie didattiche «vi stupirà – dice Antonello Lattanzi – ma ci sono ragazzini che pensano che i polli vivono al supermercato», chi ha i cavalli e propone corsi di equitazione ed escursioni e chi coltiva prodotti bio. «Noi rappresentiamo uno stile vita – afferma Guido Grossi, ex candidato sindaco del M5s ed ex consigliere comunale – chi viene da noi non cerca solo una pausa dalla quotidianità ma vuole un’esperienza, insomma fanno una scelta». La domanda degli agriturismi nel 2015 ha girato intorno a quota 10.361 arrivi per 33.167 presenze, ossia in media tre pernottamenti a persona, a fronte di un bilancio che per Spoleto si è chiuso a quota 217.315.

L’inghippo I numeri, insomma, li hanno spinti a fare quadrato per poter vantare una rappresentanza ai tavoli del comparto turistico: «Ci interessa la collaborazione anche con altre associazioni di categoria, non ci vogliamo contrapporre a ConSpoleto (che raccoglie gli albergatori, ndr), ma vogliamo poter dire la nostra sulle politiche che ci coinvolgono». E l’esempio, oltre alla destinazione degli oltre 200 mila euro attesi dalla tassa di soggiorno, è la modifica del regolamento stesso dove, come denunciato dall’associazione Agriturismi Spoleto, c’è l’inghippo del tetto massimo di applicazione fissato in quattro giorni consecutivi mensili: «Se un ospite si ferma da cinque a otto giorno a cavallo del mese, cosa abbastanza frequente per i ponti del primo novembre, primo maggio, Capodanno e due giugno, non può beneficiare del limite, ma paga tutti i giorni perché distribuiti in due mesi». La prima richiesta all’amministrazione comunale è presto formulata: «Serve una modifica».

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