di C.F.
Controllare gli interventi in corso su cui volendo si può pure esprimere un giudizio, ma anche inviare segnalazioni e scoprire dove sono tumulati i defunti, ben 50 mila quelli in banca dati. Queste le principali funzionalità di Spoleto servizi l’applicazione per smartphone e tablet voluta da Angelo Musco, amministratore unico dell’Ase in scadenza il 30 giugno a causa dell’incompatibilità introdotta con la riforma della pubblica amministrazione che impedisce ai pensionati di ricoprire incarichi pubblici per più di un anno.
Spoleto servizi, l’Ase si dota di un’app Il nuovo strumento tecnologico, disponibile gratuitamente negli store Apple e Android, è stato presentato mercoledì mattina nel quartier generale della spa del Comune alla presenza del sindaco Fabrizio Cardarelli e dell’assessore Angelo Loretoni. In particolare per i prossimi tre mesi, fino a quando cioè non cambierà il software di gestione in dotazione all’Ase, l’app sarà aggiornata ogni lunedì mattina quando verranno caricato tutti gli interventi programmati per la settimana e suddivisi per tipologia, da quelli stradali fino alle manutenzioni sull’illuminazione pubblica. A settembre poi, quando il gestionale vecchio di 20 anni andrà in pensione lasciando il posto a quello di ultima generazione, Spoleto servizi sarà aggiornata in tempo reale.
Segnalazioni georeferenziate e fotografiche Gli utenti potranno quindi conoscere gli interventi in corso sia su mappa google che in versione elenco, corredato da breve descrizione, ma soprattutto potranno esprimere, sia in fase di esecuzione che a a lavori ultimati, un giudizio assegnando una o cinque stelle, che rappresentano il voto minimo e massimo. «L’obiettivo – ha affermato Musco – resta la diffusione di un canale di comunicazione efficace e immediato tra azienda e cittadinanza anche per smontare il pregiudizio secondo il quale l’Ase è un covo di perditempo». In questo senso, è stata creata anche la sezione per le segnalazioni attraverso il quale il cittadino può inviare informazioni georefenziate grazie ai dispositivi gps e allegare immagini lamentando tra le altre la presenza di buche, dissesti stradali, guasti all’illuminazione pubblica o criticità al verde, tutti di competenza dell’azienda servizi. A gestire le segnalazioni saranno gli uffici Ase che, in base alle richieste inviate, decideranno se inserire l’intervento nel piano di lavoro, comunicandolo nel caso via mail al cittadino.
Mappa per trovare il caro estinto Ma a incuriosire è soprattutto la sezione Lux riservata ai 25 cimiteri di Spoleto e soprattutto ai cittadini che digitando nell’app il nome di uno dei 50 mila defunti, tanti quelli inseriti in banca dati, potrà verificarne il luogo di tumulazione e individuare con esattezza in quale zona, area, fila e posizione è stato tumulato, sia che si tratti di cappelle che di loculi. «Abbiamo dovuto compiere oltre 2.400 rilevazioni per disporre di una mappa precisa dei cimiteri e sovrapporla a quella di google maps, l’impegno è stato enorme ma siamo al lavoro per affinare la banca dati che al momento conta quasi 50 mila i defunti, anche se desidererei inserire nell’app – conclude Musco, affiancato dal sindaco Fabrizio Cardarelli e dall’assessore Angelo Loretoni – la pianta digitalizzata di tutti i sentieri delle montagne spoletine».
Il futuro di Ase e l’eredità di Musco Obiettivo che difficilmente Musco centrerà prima della scadenza dell’incarico fissata per il 30 giugno e prorogabile fino al 7 luglio. Chi raccoglierà l’eredità dell’amministratore unico, che in un anno ha sdoganato in casa Ase social e app, istituito borse di studio e soprattutto messo in campo capacità manageriali apprezzate più o meno da tutti, non è chiaro. Il sindaco Cardarelli del resto ha avviato ormai da tempo una serie di valutazioni sul futuro della spa del Comune di cui anche mercoledì non ha fatto mistero: «Il problema Ase va studiato a fondo perché – ha detto – questo tipo di forma societaria ci ha obbligato a spese infruttuose che oggi non possiamo più permetterci, per essere chiaro mi riferisco all’Iva che paghiamo sul contratto di global service (in media 400 mila euro annui, ndr), per noi è giunto il momento di rivedere la forma societaria, individuando un’alternativa che ci permetta di non disperdere risorse e di mantenere i servizi». Nel frattempo chi guiderà l’Ase? «Valuteremo, potremo anche procedere a una nomina provvisoria». Sul nome le bocche restano cucite.
