Il parcheggio della Posterna

di Chia.Fa.

È stata approvata nelle ultime ore dalla giunta comunale, la proposta di delibera per l’esproprio del parcheggio della Posterna per sanare il mancato perfezionamento dell’accordo siglato nel 2000 tra il municipio e la Findem srl per la cessione dell’area di 2.200 metri quadrati dove è stata costruita l’opera da 450 stalli di sosta a servizio della mobilità alternativa.

Esproprio del parcheggio Posterna Inizialmente la cessione avrebbero dovuto avvenire a titolo gratuito, ma la pratica non è mai stata portata a definizione, così come stabilito dal Tar dell’Umbria con sentenza, confermata dal Consiglio di Stato, che ha riconosciuto la proprietà della società e indicato al Comune la strada dell’esproprio sanante. In questo senso, gli uffici di Palazzo hanno quindi richiesto all’Agenzia delle Entrata una perizia economica per quantificare il valore dell’area stimato in 138 mila euro, somma che dalla fine del novembre 2014 l’amministrazione comunale ha reperito tra le pieghe di bilancio e appostato tra le passività.

Pratica da 138 mila euro in consiglio Venerdì la pratica per l’acquisizione dei 2.200 metri quadrati è stata licenziata dalla giunta, e ora è attesa lunedì commissione e giovedì in consiglio comunale per l’approvazione del caso. Tuttavia, filtra da Palazzo, la valutazione economica dell’area potrebbe non essere condivisa dalla Findem che, seppur non formalmente, aveva avanzato richieste ben più consistenti. Non è quindi escluso che nelle prossime settimane il decreto di acquisizione dell’area venga impugnato dagli avvocati della società, aprendo quindi un ennesimo procedimento giudiziario sull’area della Posterna, dove è ancora tutto da decifrare il futuro dell’Ecomostro che la Corte di Cassazione in via definitiva ha riconosciuto come abuso edilizio, ordinandone la demolizione.

L’accordo mai perfezionato La vicenda risale a sedici anni fa quando la società e il Comune siglarono l’accordo nell’ambito del piano particolareggiato approvato nel 1998 dal consiglio comunale, stabilendo la concessione al privato di diritti edificatori per 15 mila metri cubi a uso residenziale, l’Ecomostro appunto, in cambio della concessione gratuita dell’area su cui è poi stato realizzato il parcheggio della mobilità alternativa. Anche se come stabilito dai giudici amministrativi, l’accordo non è mai stato perfezionato.

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