Festeggiati in Duomo i 505 nati all’ospedale di Spoleto nel 2018. Malgrado il maltempo sono state le mamme e i papà che domenica mattina hanno partecipato al secondo appuntamento della Festa della Vita organizzata dalla diocesi e dal reparto di Ostetricia e ginecologia, guidato dal primario Fabrizio Damiani che ha ricordato come, nonostante anche lo scorso anno si siano superate le 500 nascite, resti «necessario lavorare sempre di più e monitorare le difficoltà che potrebbero aprirsi nel futuro, come conseguenza del calo generale delle nascite».

In cattedrale anche il sindaco Umberto De Augustinis che ha partecipato alle celebrazione presieduta dall’arcivescovo Renato Boccardo. Il presule si è rivolto ai neo genitori seduti tra i banchi della basilica insieme ai figli nati nel 2018: «La famiglia è il luogo ideale per accogliere la vita, per trasmettere a questi neonati le chiavi giuste per interpretare l’esistenza. È necessario allora un’alleanza tra famiglie e società, civile ed ecclesiale, per farli crescere in età, sapienza e grazia, per far sì che abitino con serietà la società che noi gli stiamo costruendo». La Festa della Vita, però, si era iniziata a celebrare già sabato quando, all’auditorium della Scuola di polizia, ha ospitato l’appuntamento Racconta la vita, moderato dalla giornalista Rai Benedetta Rinaldi, che ha raccolto le testimonianze di chi ogni giorno con coraggio affronta sfide enormi. Tra queste, in videochiamata dalla Costa d’Avorio, suor Monica Auccello, delle suore della Sacra Famiglia di Spoleto, da dodici anni missionaria nella casa “Arc-en-ciel”, dove vengono accolti bambini abbandonati dalle mamme e malnutriti, spesso orfani, tutti musulmani: «Diamo loro una prospettiva di futuro, cerchiamo di trasformare le loro “spine” in “rose e gigli”. Quando ci riusciamo – ha detto suor Monica – piangiamo per la gioia; quando la vita di questi piccoli bimbi si spegne tra le nostre mani e siamo chiamate a deporli nella nuda terra le nostre lacrime sono amare».

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