«Piccole Salvini crescono». Inizia così la nota della segreteria perugina del sindacato intercategoriale Cobas che per venerdì pomeriggio ha organizzato alle 18 un presidio antirazzista davanti all’ospedale di Spoleto. Un’iniziativa in risposta agli insulti ai danni degli immigrati lanciati via Facebook da un medico in servizio al Pronto soccorso di quel nosocomio: «L’odio razzista – scrive il sindacato – produce persone piccole piccole. Siamo al limite della follia». L’episodio della dottoressa umbra ha scatenato una sequenza di reazioni.
«I migranti andrebbero annegati al largo» Pesantissime le frasi che la dottoressa avrebbe scritto in un gruppo Fb con numerosi iscritti, salvo poi negare che fossero parole sue. Il messaggio che col presidio di venerdì si vuole lanciare dalla città del Due mondi è più ampio: «Fuori i razzisti dalle strutture sanitarie pubbliche e da ogni luogo di lavoro: «Non facciamo differenza – scrivono i Cobas – tra migranti econmici e rifugiati, sono tutti proletari che fuggono da guerre e miseria. Lottiamo senza tregua per l’abolizione di tutte le leggi speciali contro i migranti, dalla Turco-Napolitano, dalla Bossi-Fini, dalla Minniti-Orlando al prossimo Decreto Sicurezza di Salvini e per la chiusura di tutti i centri di detenzione speciale. Indignazione e rabbia non bastano più, dobbiamo unire la mobilitazione nelle fabbriche, nei cantieri, nei magazzini, nei grandi centri della distribuzione, nelle campagne e in tutti gli altri luoghi di lavoro».
