di C.F.
Spoleto dice addio a Marco Querel, il Peter Pan dell’arte che conosceva il mondo. È morto nella notte all’età di 81 anni, portando con sé un ricco bagaglio di avventure, conoscenze e passioni, le stesse che hanno scandito la sua vita e segnato anche pagine culturali della cittadina umbra a partire dai primissimi anni Settanta. Originario della Romagna, dove la salma sarà tumulata, Querel è cresciuto circondato dall’arte e della cultura e fin da giovanissimo ha sia lavorato nella pinacoteca della famiglia, “La Feluca” di Roma, che viaggiato in ogni angolo di mondo, alla ricerca di pittori che attendevano di essere scoperti.
Spoleto dice addio a Marco Querel Incredibilmente curioso e vero spirito libero, tanto da sfottere bonariamente gli amici che via via si sposano e diventavano genitori, Querel aveva in tasca una laurea in Economia, parlava correttamente cinque lingue, era un instancabile ideatore di scherzi che riusciva a far durare anche giorni e un profondo conoscitore dell’arte. Ad esempio a Spoleto nel 1971, durante il Festival dei Due Mondi, ha fatto sbarcare l’arte e la tradizione polacca, coinvolgendo il ministero della Cultura di quel paese per una mostra organizzata negli spazi di Palazzo Collicola, diventando da quel momento uno dei principali promotori della cultura polacca in Italia, oltreché un collaboratore della maggiori istituzioni culturale di Varsavia e Cracovia. Ma l’arte ha scandito tutta la sua vita che per anni si è divisa tra Spoleto e la Thailandia, dove trascorreva gran parte dell’inverno, vivendo in case sugli alberi, pagaiando in qualsiasi specchio d’acqua e vivendo a stretto contatto con la natura, prima di tornare in Umbria e tra le mura ducali. Dove la notte scorsa è morto in una struttura sanitaria in cui era ospitato già da qualche tempo.
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