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Il nuovo Cda della Scs (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

L’assemblea dei soci della Spoleto credito e servizi (Scs) ha eletto i sei componenti del Consiglio di amministrazione (Cda) con l’82 per cento delle preferenze.

Il nuovo Cda della Scs In particolare a fronte di 378 schede scrutinate, 312 voti sono andati alla lista due composta da Maurizio Hanke, Cristiano Castellani, Graziano Luzzi, Gilberto Stella, Tommaso Tardocchi e Carlo Ugolini sostenuta da Giovannino Antonini, mentre gli altri sei candidati hanno incassato il sostegno di 62 soci (due le schede bianche, altrettante quelle nulle). Ai sei consiglieri eletti nella sala del ristorante Zengoni, si affiancano Rosanna Mazzoni, Walter De Fusco e Stefano Di Fonzo, già nominati dall’assemblea alla metà dell’ottobre scorso quando nella seduta del Nuovo-Menotti i soci bocciarono i bilanci in rosso della Scs e sfiduciarono il Cda del presidente Massimo Marcucci, presentatosi come dimissionario alla seduta di sabato.

Hanke presidente A differenza di quanto inizialmente riportato il Cda si è riunito subito dopo il voto eleggendo Hanke presidente e vice Di Fonzo e Ugolini: «Consapevoli delle difficoltà della società confermiamo il compito assai arduo di ridare fiducia ai 20 mila soci e prospettiva a un’istituzione alla quale tutta la comunità umbra e quella spoletina sono fortemente legate». Hanke poi ha «espresso fiducia nel nuovo Cda che metterà – si legge in una dichiarazione ufficiale – ogni capacità per evadere il difficile compito che è stato chiamato a compiere. Il risultato di questa assemblea – ha concluso – sia un segnale di riscatto e di rinascita per una comunità che è stata duramente colpita dal terremoto e da una crisi economica gravissima». Ad aprire i lavori assembleari, svoltisi di fronte al notaio Leonardo Lupidi e al collegio sindacale presieduto da Andrea Nasini, è stato l’avvocato Marcucci: «In questi due anni abbiamo cercato di tenere la barra dritta e per farlo – ha detto – abbiamo dato fastidio a tutti, compresa Bps-Banco Desio a cui non abbiamo restituito 2,8 milioni di credito fiscale a seguito dell’ammissione di Scs alla procedura di concordato, ma penso anche a Bankit perché non abbiamo lesinato critiche ai commissari sulla firma dell’accordo transattivo da 15 milioni con Montepaschi di Siena consapevoli che il nostro patrimonio immobiliare non era sufficiente neanche a coprire la prima quota da 5 milioni».

Opposizione al fallimento della partecipata In sede di discussione è intervenuto il consigliere Di Fonzo che ha parlato di «vero e proprio esproprio su Bps» per poi spiegare: «Dopo la sfiducia al Cda di metà ottobre non mi sono dimesso perché la mia elezione è stata plebiscitaria. Intanto – ha detto – abbiamo impugnato il fallimento della partecipata Scs Gestioni immobiliari depositando in tribunale l’opposizione». Poi nel mirino di Di Fonzo è finito Eros Faina commissario giudiziale della Scs ma anche liquidatore della partecipata ed è in quest’ultima veste che ha depositato istanza di fallimento per la Scs. A prendere la parola sul punto pure Hanke: «Abbiamo molti interrogativi sul comportamento di Faina e seri dubbi sulla reale esistenza di questo credito da 75 mila euro ma faremo ogni sforzo per recuperare la nostra società con coraggio civile e morale». Oltre all’opposizione al fallimento della partecipata Scs Gestioni immobiliari, tra le priorità indicate dai consiglieri Di Fonzo e Mazzoni anche una serie di approfondimenti legali sul contenzioso da 15 milioni con Mps.

@chilodice

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