di C.F.

Sono 22 gli articoli di cui si compone il primo regolamento del Comune di Spoleto per le «autorizzazioni di transito e sosta nelle Zone a traffico limitato». L’atto è segnato all’ordine del giorno del consiglio comunale convocato per il 22 e il 29 settembre e contiene, questo emerge da una prima analisi, l’accorpamento senza però tagliarle delle categorie che possono richiedere i tagliandi, indicando in alcuni casi le fasce orarie in cui quegli stessi tagliandi sono validi, tanto che nella proposta di delibera al consiglio comunale si legge: «sarà necessario sostituire i vecchi permessi coi nuovi entro 90 giorni dall’entrata in vigore del regolamento» mentre «tutti gli altri permessi essi andranno a naturale scadenza». L’atto, comunque, richiama anche la discussa delibera di giunta del 31 dicembre scorso, quella che cioè prevede l’allineamento dei varchi elettronici della Ztl al reale perimetro deciso dalla giunta nel 2015 della Ztl.

La comparazione tra le regole ora in vigore e quelle previste nel regolamento non è semplice, perché finora l’ente non si era dotato di un regolamento sui permessi Ztl, materia che è stata via via disciplinata da ordinanze, l’ultima delle quali risale al 2021 ed è firmata dalla commissaria prefettizia Tiziana Tombesi. La novità ha subito innescato la reazione di Confcommercio e Federalberghi intervenute per contestare, preliminarmente, il metodo con cui l’amministrazione comunale è arrivata alla definizione del regolamento: «Per l’ennesima volta – è scritto in una nota – si tratta di un provvedimento calato dall’alto».

Leggendo i 22 articoli, si apprende che ai titolari di esercizi commerciali in Ztl è rilasciato un permesso «per il raggiungimento della sede finalizzato esclusivamente al carico e scarico delle merci», che quindi consente «transito e sosta dalle 7 alle 11 e dalle 18 alle 20». Nessuna limitazione oraria, invece, per quanto riguarda i «veicoli a servizio di hotel e altri esercizi ricettivi in Ztl», ai quali «è possibile rilasciare non più di due permessi con l’indicazione di una sola targa».

Diverso il quadro per gli artigiani: da una parte è prevista la possibilità di un tagliando senza limitazioni orarie per quelle imprese che si occupano di «assistenza o pronto intervento sulle reti; che installano e fanno manutenzione di ascensori e caldaie; alle imprese di onoranze funebri; e ditte di traslochi», mentre a tutte le altre tipologie di artigiani, «meccanici; carrozzeri; gommisti; elettrauti; soccorso stradale; idraulici; serramentisti; imprese pulizia; falegnami e manutentori di apparecchiature d’ufficio», transito e sosta sarà consentito dalle 6 alle 20 e solo nei giorni feriali. Nel regolamento resta il permesso per il «trasporto merci» che «consente transito e sosta dalle 7 alle 11 solo nei feriali», mentre non hanno limiti orari i mezzi di trasporto «medicinali, plasma, distribuzione posta e pacchi postali (servizio con corriere)».

Sicuramente una novità sono, infine, il permesso Ztl «delivery», che verrà concesso ai «i titolari di attività che da visura camerale esercitino anche la consegna a domicilio o il catering e i soggetti titolari di un contratto di lavoro per consegne a domicilio di pasti e generi alimentari», cioè i rider: per loro i tagliandi avranno una durata annuale e consentiranno il transito in Ztl nelle fasce orarie 12-15 e 19-23. Infine, il regolamento dispone che «i titolari di veicoli full electric hanno diritto a un permesso di circolazione che consente il transito e la sosta, nel rispetto della segnaletica vigente, in Ztl h24».

Non tanto sull’impianto del regolamento, quanto sul metodo seguito per la definizione del provvedimento hanno espresso «forte preoccupazione e contrarietà» Confcommercio e Federalberghi, stigmatizzando «l’imminente approvazione di un atto che rappresenta l’ennesima decisione calata dall’alto, senza alcun confronto preventivo con le categorie economiche e i residenti». Per Tommaso Barbanera, che guida la Confcommercio cittadina, è «inaccettabile che la giunta definisca regole e modalità senza passare per la Commissione di studio sui temi di interesse del centro storico, organismo fortemente voluto da Confcommercio proprio per affrontare, in maniera condivisa, le strategie di rilancio e di gestione della città storica, ma che è stata convocata una sola volta, il 16 giugno scorso, e da allora non ha più operato». In questo senso, Barbanera chiede alla giunta di «fermarmi e di aprire immediatamente un confronto vero e trasparenza nella Commissione di studio, perché solo così sarà possibile costruire una visione condivisa e attuare politiche realmente efficaci per la nostra città». A farsi sentire anche Filippo Tomassoni di Federalberghi, che sottolinea come «le nostre imprese rappresentino il primo terminale di contatto del turista che arriva e soggiorna in città: quotidianamente siamo chiamati a gestire i problemi logistici dei nostri clienti, conosciamo perfettamente le criticità e le cose da migliorare per alzare il livello di accoglienza e di qualità della nostra città. Chi può, da dentro il Palazzo, dimostrare una conoscenza del problema migliore della nostra?».

 

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