Teodelapio

Dalla porta della storia a quella del corpo e dell’anima. Sono state svelate in occasione del meeting internazionale Lucca beni culturali (Lubec) le dodici porte in cui è articolata la candidatura Spoleto capitale italiana della cultura 2016 o 2017, su cui è atteso il responso del Mibact entro la fine di ottobre per la città a cui sarà assegnato il titolo il prossimo anno e a dicembre per quello successivo.

#Spoletocapitaledellacultura: fotogallery

Le dodici porte di Spoleto A presentare il dossier Spoleto porta delle culture è stato l’architetto Giorgio Flamini che, ringraziando gli assessori Antonio Cappelletti e Gianni Quaranta, il dirigente della cultura Antonella Quondam e Andrea Tomasini, ha illustrato il piano strategico della candidatura di Spoleto. Come noto il piano è declinato attorno alla figura concettuale delle porte, «perché Spoleto – ha spiegato Flamini – è da sempre porta delle culture, modello di città ideale con le 12 porte esemplate sul modello della Gerusalemme celeste». Ma se restano blindati i dettagli del dossier, che non è stato presentato neanche nella seduta dedicata della commissione consiliare competente per la cultura, ecco che si scopre che nel progetto c’è la porta delle generazioni, la porta della trasformazione e dei talent, la porta della narrazione e dell’azione, ma anche quella della giustizia, della memoria, del mito. E poi largo alla porta tra passato e presente, alla porta socchiusa, alla porta del corpo e dell’anima, alla porta del contemporaneo e infine a quella progettazione.

Il Teodelapio di Calder è il logo A simboleggiare con forza plastica il progetto di Spoleto è il logo scelto per la sfida, ossia il Teodelapio, la grande scultura di Alexander Calder che è il primo grande stabile in acciaio, realizzato dall’artista americano per la mostra Sculture in città 1962 voluta da Giovanni Carandente. La scultura si eleva proprio dinanzi alla stazione ferroviaria e «si erge come una porta che – ha spiegato Flamini- ricorda in forma moderna la nostra storia e nello stesso tempo dà accesso all’oggi e al domani della nostra città». A Lubec hanno partecipato sia Matera, designata capitale europea 2019 e le altre città che erano in lizza, ma anche le dieci città selezionate per il titolo di capitale italiana della cultura per il 2016 e 2017, dall’Umbria oltre a Spoleto in corsa c’è anche Terni.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.