di Chia.Fa.
Liste d’attesa dai nidi azzerate e posti vuoti. Sono le rinunce recapitate nelle ultime due settimane dalle famiglie agli uffici comunali ad aver ribaltato la situazione creatisi nei 3 asili dove, alla chiusura delle iscrizioni, si erano registrati 6 bimbi in fila per poter accedere a una delle strutture comunali.
Liste d’attesa dai nidi azzerate La novità viene confermata da Palazzo che lo scorso maggio aveva proceduto al taglio della sezione lattanti a Villa Redenta, riducendo la capacità d’accoglienza dei piccoli da 110 a 98 posti e paventando l’esternalizzazione dello stesso nido, tra le proteste dei genitori sostenuti dal M5s che hanno fatto scattare una petizione ancora in fase di sottoscrizione a difesa degli asili pubblici, ultimo appuntamento utile l’8 settembre al banchetto di viale Trento e Trieste che sarà allestito in occasione della Fiera di Loreto.
Posti vuoti e calo iscrizioni Su iscrizioni, relativi posti nuovamente disponibili e soprattutto nuovo calo di domande si tireranno le fila nei prossimi giorni, alla scadenza dei termini di accettazione del posto per i bimbi inizialmente in lista d’attesa, una volta cioè che il quadro per il nuovo anno sarà definitivamente chiaro. Intanto, seppur non ufficialmente, risultano 8 posti disponibili tra Villa Redenta (3) e San Giacomo (5), tutto esaurito invece a viale Martiri, ma filtra la convinzione di essere di fronte a un ulteriore calo delle iscrizioni, dopo la battuta d’arresto già registrata lo scorso anno.
Cardarelli: «Esternalizzazione? Analisi su reale esigenza» Alla luce dei primi dati il sindaco Fabrizio Cardarelli spiega: «È chiaro che potrebbe non esserci bisogno di procedere nell’immediato all’esternalizzazione del nido di Villa Redenta, operazione su cui avvieremo tutte le analisi del caso nelle prossime settimane». Come già capitato in passato, a Palazzo il calo delle iscrizioni viene letto come un effetto della crisi scandita da mamme e papà spesso costretti a casa da licenziamenti e casse integrazioni, ma anche da tagli ai bilanci delle famiglie in cui non ci sarebbe più spazio per le rette dei nidi.
Colpa della crisi Ma margini per valutare una revisione delle tariffe non sembrano essercene, col primo cittadino che afferma: «se alleggeriamo le rette ai nuclei coi redditi più bassi, dobbiamo giocoforza caricare chi sta poco meglio ma comunque già sfibrato da altre tasse e tariffe spesso sbilanciate sulle loro spalle». Nella sostanza fa eco anche il vicesindaco Maria Elena Bececco: «Vista l’attuale situazione di bilancio è improbabile reperire risorse per limare ancora le rette, posto che siamo tra i pochi Comuni dove chi ha Isee tra zero e 3 mila euro non paga il servizio».
Bececco: «Al vaglio iscrizioni aperte tutto l’anno» Sullo sfondo, ma neanche troppo, resta la modifica del regolamento comunale per aprire le iscrizioni tutto l’anno, operazione che anche in virtù dei posti disponibili potrebbe rappresentare un’occasione non solo per i genitori, ma anche per l’equilibrio economico finanziario del servizio per l’infanzia: «Questa variazione l’avevamo già presa in considerazione – dice Bececco – e con ogni probabilità provvederemo a vararla».
