di Chiara Fabrizi
A quasi sei anni dal 23 novembre 2006 quando crollò il tetto della navata centrale e parte di quella laterale, la comunità di San Giacomo si riappropria della chiesa. Il cantiere da oltre un milione di euro è stato riconsegnato alla arcidiocesi Spoleto-Norcia che domenica 30 ottobre con una solenne celebrazione riaccoglierà i fedeli «che hanno molto sofferto in questi anni – ha detto il vescovo Renato Boccardo – per un legame forte e profondo con l’edificio di culto pienamente recuperato dopo i lavori e, anzi, credo anche impreziosito». Durante gli interventi, infatti, sono riafforati affreschi risalenti al Quattrocento lasciati a vista.
Soprintendente: «Recupero esemplare» A promuovere a pieni voti l’intervento avviato nel febbraio 2015, dopo il crollo verificatosi nell’ambito degli interventi di consolidamento del sisma del ’97, è la soprintendente Marica Mercalli: «Qui è stato fatto un recupero esemplare perché – ha detto – è stata fatta una ricostruzione filologicamente corretta e un restauro critico, ossia con enorme rispetto delle originarietà della chiesa col recupero dei materiali dove è stato possibile e diversamente con l’individuazione di malte quanto più aderenti. A volte – è andata avanti la Mercalli – si dice che siamo lenti, ma sia per i danni notevolissimi causati dal crollo che per la cura adeguata di ogni passaggio, dall’analisi conoscitiva alla progettazione, il tempo è necessario». Progettati dall’ingegner Giuseppe Scatolini e realizzati dall’impresa edile Carlini e dalla ditta Il restauratore di Pierangelo Fiacchi, i lavori si sono conclusi con un po’ di anticipo rispetto al timing fissato circa due anni e mezzo fa: «Avevano individuato la Pasqua 2017 – ha detto il vescovo – come possibile data di riapertura ma il traguardo è stato raggiunto sei mesi prima e di questo va dato atto ai professionisti».
Riafforano affreschi, vescovo: «Chiesa è più bella» Poi il presule ha riservato particolare attenzione al legame tra la comunità di San Giacomo e la chiesa: «I fedeli hanno sofferto molto in questi mesi di lavori come più volte emerso dal 2006 in avanti perché per molti di loro questo luogo – ha evidenziato monsignor Boccardo – rappresenta ricordi di famiglia, storie della comunità. Ma l’intervento è stato complicato e complesso a causa del sequestro, della progettazione e delle successive autorizzazioni, tuttavia siamo convinti che la chiesa sia stata impreziosita, ritrovando la propria bellezza grazie a un investimento considerevole sia di competenze che di denari». In particolare sei anni fa si stavano eseguendo 1,3 milioni di euro di interventi finanziati dalla Regione con fondi post sisma, metà dei quali erano già stati spesi al momento del crollo. Per portare a termine i lavori dopo il cedimento e i danni, all’altra metà di fondi ancora disponibili, si è aggiunta la donazione di 200 mila euro della Cei a valere sull’8xmille, i risarcimenti delle assicurazioni per circa 400 mila euro e l’impegno della parrocchia per altri 160 mila euro: «Non è stato semplice – ha detto il vescovo – ma ce l’abbiamo fatta nonostante non si sia mai vista la paventata cordata di imprenditori di cui si è fatto un gran parlare».
Pavimentazione piazza del paese Al recupero della chiesa farà seguito la pavimentazione della piazza e anche la riorganizzazione della viabilità della zona, così come assicurato dal sindaco Fabrizio Cardarelli che martedì prossimo incontrerà i residenti di San Giacomo per un primo confronto: «Siamo molto soddisfatti per la riconsegna della chiesa soprattutto per gli abitanti della frazione che finalmente si riappropriano della chiesa. Come Comune siamo impegnati nel rifacimento della piazza perché – ha detto – l’attuale piastrellamento non è idoneo ai volumi di traffico dell’area, cercheremo di fare in fretta ma intanto ci incontreremo con la popolazione per fare il punto e discutere del nuovo intervento».
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