L'asilo di Villa Redenta

di C.F.

Sei bimbi sezione grandi in fila per un posto ai nidi comunali, mentre tra le fila dei lattanti restano due posti vuoti. Ma sulla graduatoria definitiva per le ammissioni torna ad alzarsi lo scontro con Spoleto 5 stelle che con una nota ha invitato l’amministrazione ad aprire nuove classi, in considerazione dell’invariato numero di educatrici in organico, vale a dire 16.

Sei bimbi in lista d’attesa Resta alta l’attenzione sugli asili nido della città che, all’inizio dell’estate, hanno perso 12 posti riservati ai lattanti, tutti concentrati nella struttura di Villa Redenta che da settembre non accoglierà più i piccolissimi, ma solo bimbi che hanno spento la prima candelina. Il provvedimento del Comune era stato assunto alla luce delle richieste di mobilità e inserimento in graduatorie statali delle operatrici che, questo l’altro nodo, non potevano essere reintegrate in virtù del divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo, a cui il Comune di Spoleto deve attenersi non rispettando il pagamento dei fornitori entro il termine massimo di 60 giorni.

Anci e assunzioni Sul punto prima di Ferragosto si è registrato l’intervento di Anci che, dopo richiesta di chiarimento al ministro Marianna Madia, ha dato il via libera ai Comuni per l’assunzione di personale destinato ai servizi dell’infanzia. In questo senso il vicesindaco Maria Elena Bececco, con delega alla scuola, ha messo in moto Anci Umbria per verificare se l’indicazione ministeriale sia valida anche per i Comuni cattivi pagatori. Tuttavia anche se lo spiraglio fosse concreto, Bececco non lascia filtrare particolari entusiasmi, riservandosi nel caso di attivare una serie di analisi per vagliare l’effettiva necessità di nuovo personale.

M5s: «Le educatrici ci sono, aprite le classi» In questa fase, però, dal M5s fanno sapere che nessuna delle maestre che avrebbero dovuto lasciare il Comune tra richieste di mobilità, inserimento in graduatorie statali e pensionamenti, a maggio l’amministrazione aveva parlato di 4 unità, perché le procedure di ognuna non sarebbe andata a buon fine. «Il numero del personale – scrive il consigliere comunale Elisa Bassetti – è rimasto invariato, tanto che ci chiediamo come mai si sia compiuto il taglio preventivo di 12 posti lattanti a Villa Redenta, ma vogliamo anche sottolineare  i bimbi rimasti fuori dalle graduatorie: cara amministrazione dato che c’è una classe in meno ma delle educatrici in più, perché non aprire nuovi classi per accogliere i bimbi in attesa?».

Esternalizzazione e mobilità Sullo sfondo resta la paventata esternalizzazione del nido di Villa Redenta che farebbe il paio con quella fatta lo scorso anno alla struttura di San Giacomo, a cui hanno già manifestato la propria contrarietà genitori e semplici cittadini firmatari di una petizione a difesa dei servizi d’infanzia pubblici. Mentre complice il mancato addio delle maestre torna a serpeggiare l’indiscrezione di un avviso di mobilità interna per alleggerire l’organico delle educatrici, ma va detto che il rumors era già stato smentito dal vicesindaco Bececco in consiglio comunale. L’attenzione resta alta.

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