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venerdì 21 gennaio - Aggiornato alle 21:27

Spesa sanitaria, Regione centra il pareggio di bilancio: «Ora ristrutturiamo il sistema»

Dopo tre giorni di summit arriva l’ok del Mef per coprire lo squilibrio finale di 21 mln con uso flessibile dei fondi Covid

Tesei e Coletto

di Chiara Fabrizi

Dopo tre giorni di summit la Regione Umbria ha incassato il parere di equilibrio dal ministero dell’Economia e della Finanza e centrato il pareggio di bilancio per la spesa sanitaria del 2020. Le quattro aziende stanno, quindi, procedendo alla chiusura dei bilanci con un paio di settimane circa di ritardo sulla scadenza del 30 giugno, ma i termini non avrebbero potuto essere rispettati perché dal 5 al 7 luglio si è chiesta flessibilità sull’uso dei fondi a disposizione per l’emergenza Covid. «Ora dobbiamo portare avanti la ristrutturazione del sistema sanitario regionale» ha detto in conferenza stampa la presidente Donatella Tesei, che ha poi aggiunto: «Sgomberiamo subito il campo, il nostro impegno principale è garantire una sanità pubblica e universale».

Sanità, Regione centra pareggio di bilancio Nel merito della quadratura del bilancio 2020 è entrato il direttore regionale Sanità e welfare Massimo Braganti che ha spiegato come, «immettendo i 35 milioni di payback (rimborsi su spesa farmaceutica, ndr) e recuperando 15 milioni con le attività di assestamento», l’Umbria si sia presentata al Mef con uno squilibrio di 21 milioni di euro, così come rilevato al quarto e ultime trimestre del 2020, meno di un terzo rispetto ai 75 milioni di rosso emersi a fine gennaio e messi sul tavolo della conferenza stampa del 25 giugno scorso. Al ministero è stato discusso «il principio della flessibilità sull’uso delle risorse stanziate coi decreti del governo, che permette di intervenire in maniera elastica sui finanziamenti Covid, di cui come Umbria ne avevamo 30 milioni, fin qui non utilizzabili a causa di un’interpretazione restrittiva da parte dello stesso ministero» ha spiegato Braganti. Alla fine l’elasticità prevista è stata concessa ed è valsa «circa 15 milioni complessivi, mentre la parte residua a copertura dei 21 milioni – ha concluso Braganti – è stata assicurata con risorse della Gestione sanitaria accentrata» come avvenuto in altri anni, anche se il direttore precisa: «Ci sono stati esercizi in cui l’intervento della Gsa è stato anche di 20 milioni di euro».

Coletto e l’addizionale Irpef Raggiunto, dunque, l’equilibrio che due settimane fa sembrava un miraggio, malgrado fossero già sul tavolo i 35 milioni di payback e verosimilmente anche l’assestamento derivante da «attività svolte dal 31 dicembre al 30 aprile», come dettaglia Braganti, mentre doveva ancora iniziare la trattativa col Mef per ottenere l’elasticità richiesta su risorse disponibili da molte Regioni per l’annus horribilis 2020. In altre parole, già il 25 giugno scorso il traguardo non appariva impossibile da raggiungere, ma l’assessore Luca Coletto oggi indica i presunti rischi corsi mostrando in conferenza stampa le stime dei rincari che, in caso di sbilancio, sarebbero ricaduti sugli umbri attraverso il ritocco all’insù delle aliquote dell’addizionale Irpef: 80 euro in più l’anno per redditi da 20 mila euro. «Il risultato – ha detto – è stato ottenuto con un lavoro di squadra molto proficuo e, voglio ricordare, che non avere l’equilibrio di bilancio avrebbe voluto dire mettere le mani nelle tasche degli umbri per mancanze strutturali della obsoleta rete sanitaria e note da tre, quattro anni».

Tesei: «Ora ristrutturiamo il sistema» Al suo fianco la presidente che ribadisce: «Siamo riusciti a chiudere in equilibrio, utilizzando flessibilità e possibilità date dal Mef che vanno incontro ai bilanci delle Regioni, ma in più abbiamo fatto chiarezza sul disequilibrio strutturale che dobbiamo correggere». In questo senso, la presidente afferma di aver «già avuto un’interlocuzione coi sindacati e altre ne avremo anche con Università, sindaci e territori, per ristrutturare il sistema sanitario regionale che – dice – deve avere al centro la salute dei cittadini e cure corrette. Sgombero subito il campo, perché il nostro impegno principale è garantire una sanità pubblica universale, ridando attrattività alla nostra Regione, perché il disequilibrio è anche frutto di un’insufficiente mobilità attiva», ossia di pazienti provenienti da fuori regione. Già a fine giugno, poi, Tesei e Coletto avevano parlato di una «spesa farmaceutica fuori controllo» per la quale «ci siamo subito attivati istituendo – ha detto la presidente – controlli stretti in tutte le aziende». Nei prossimi mesi, dunque, l’Umbria riallinearà i costi per i medicinali, dove sono emersi scostamenti annui dal 2017 al 2020 che variano dai 34 milioni ai 51.

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