A Spello via al restauro di due reperti di epoca romana del Lapidarium di palazzo comunale. Ammonta a 26 mila euro l’intervento con cui l’amministrazione comunale, sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, cerca di superare le criticità conservative che stanno compromettendo la leggibilità e la stabilità dei due manufatti. Il restauro è inserito nel progetto “La parola e la pietra. Messaggi millenari nella città di Spello”, che fa però parte di un «più ampio programma di recupero della collezione storica costituita nel XVII secolo dall’abate Ferdinando Passerini», spiega una nota dell’ente.
In particolare, gli esperti si metteranno all’opera su «un’ara sepolcrale romana del II secolo d.C., proveniente dalla chiesa del Mausoleo, caratterizzata da una raffinata lavorazione su tre lati con base a modanature multiple, recante un’iscrizione su otto righe» e su «una stele funeraria del I secolo a.C., rinvenuta nel 1950 in località Castellaccio, unico esemplare a Spello raffigurante la “porta Ditis” e dedicata a Gneo Senzio Prisco, personaggio che rivestì la carica sacerdotale di seviro, membro del collegio preposto al culto dell’imperatore Augusto e quindi verosimilmente vissuto nella primissima età augustea».
Per il progetto la Fondazione Carifol ha riconosciuto un contributo di 10 mila euro, mentre i restanti 16 mila euro saranno cofinanziati dal Comune di Spello con risorse proprie di bilancio. «Gli interventi di restauro prevedono – è scritto in una nota – operazioni specialistiche di consolidamento strutturale, pulitura mediante impacchi, riadesione dei frammenti con tecniche di imperniatura e incollaggio, stuccatura delle lacune e protezione finale». Quando gli interventi saranno conclusi i due Lapidarium saranno ricollocati a palazzo comunale.
