Un momento della conferenza (foto di Letizia Biscarini)

di Letizia Biscarini

Firmato giovedì 16 giugno al palazzo della Provincia, sede di Anci Perugia, il memorandum d’intesa tra Anci, Felcos e Apla, Associazione delle autorità locali palestinesi, per la cooperazione allo sviluppo sostenibile e l’economia circolare. Obiettivo del protocollo è quello di rafforzare le azioni di cooperazione decentrata tra le tre associazioni di enti locali coinvolte: scambio di buone pratiche, dunque, tra Umbria e Palestina, per la tutela dell’ambiente e la gestione dell’igiene ambientale.

«I rapporti tra Italia e Palestina sono molto solidi e questo memorandum segna la ripresa delle relazioni di partenariato internazionale post pandemia – ha detto Musa F. Hadid, presidente di Apla – È importante scambiarsi buone pratiche tra territori differenti, ma non bisogna dimenticare i valori di sovranità e libertà senza i quali non si può parlare di sviluppo sostenibile. Consideriamo questo progetto come un primo passo e speriamo di ottenere collaborazione sempre più ampia e che in futuro si aggiungano altri comuni.»

Delegazione palestinese in visita in Umbria Dal 13 al 19 giugno, la delegazione ha potuto visitare il territorio umbro: prima Paciano per l’incontro con l’Unione dei comuni del Trasimeno, poi la visita all’impianto di smaltimento di Borgo Giglione. Si continua con Trevi e l’Unione dei comuni delle terre dell’olio e del Sagrantino. Diversi anche gli incontri istituzionali, la sindaca di Assisi, Stefania Proietti, il presidente di Felcos Umbria, Francesco De Rebotti, sindaco uscente del Comune di Narni, e il sindaco di Foligno Stefano Zuccarini. La visita ha come scopo primario quello di osservare le buone pratiche delle realtà istituzionali delle associazioni di comuni umbri e di Tsa -Trasimeno servizi ambientali. In particolare, la delegazione è interessata alle pratiche di gestione dei rifiuti e all’economia circolare.

Il protocollo Sei articoli per definire la collaborazione tra le associazioni. Per un periodo di tre anni, i firmatari si impegnano a scambiarsi esperienze, pratiche e conoscenze maturate nei processi di sviluppo locale sostenibile e di articolazione territoriale. Il protocollo prevede inoltre la pianificazione di azioni e interventi sulla base dei bisogni individuati e delle effettive possibilità di attuazione. Le parti si impegnano ad animare e coordinare nel proprio territorio gli attori necessari al raggiungimento degli obiettivi fissati congiuntamente, ad individuare e operare per intercettare possibili fonti di finanziamento per l’attuazione delle azioni congiunte, a diffondere informazioni sulle attività svolte nell’ambito del protocollo e a sensibilizzare ed educare gli attori del loro territorio sui temi dello sviluppo locale sostenibile, dell’interconnessione dei territori e del ruolo chiave della cooperazione internazionale nella realizzazione dell’Agenda 2030.

Gli obiettivi Il protocollo è volto alla cooperazione su temi di comune interesse per lo sviluppo locale sostenibile. Le sfide ambientali e dei cambiamenti climatici, la gestione delle risorse naturali, la gestione dei rifiuti, il buon governo, il decentramento, la cittadinanza globale e l’educazione allo sviluppo, la sensibilizzazione, la pianificazione strategica territoriale, il partenariato per lo sviluppo sono solo alcune delle questioni citate nel memorandum.

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