di Daniele Bovi
Una serie di obiettivi generali, altri più specifici e risorse che dal 2007 ad oggi sono state ridotte in modo drastico. La giunta regionale nella seduta di lunedì ha preadottato il testo del Piano triennale per lo sport 2014-2016, elaborato dall’assessore Fabio Paparelli, che ha come «obiettivo centrale il sempre maggiore sviluppo delle condizioni che rendono possibile identificare nell’attività sportiva, motoria e ricreativa un diritto inalienabile di ogni cittadino umbro, attribuendo a tutti gli attori coinvolti una responsabilità sociale condivisa volta all’attuazione di tale diritto». Un documento con il quale «si inserisce a pieno titolo l’esercizio della pratica sportiva e motorio-ricreativa nel welfare regionale». Tra quelli che vengono chiamati «obiettivi generali», oltre a favorire l’accesso alla pratica sportiva, c’è la «promozione della sana pratica delle attività» in un’ottica di tutela della salute e l’«integrazione sociale», favorita dallo sport.
Gli obiettivi Il Piano poi si dà obiettivi più specifici, il primo dei quali è il monitoraggio di tutto il sistema sportivo e dei suoi impianti, la valorizzazione della funzione educativa dello sport tra i ragazzi, coinvolgendo anche personaggi dello sport, il sostegno alle infrastrutture (anche facendo pressing verso l’Istituto per il credito sportivo per cercare di abbattere il tasso d’interesse dei mutui) e incentivare l’associazionismo sportivo. Con il Coni e l’Ufficio scolastico regionale si cercherà di incrementare l’attività motoria nelle scuole e in particolare alle elementari. Prevista anche la possibilità di borse di studio per studenti e atleti meritevoli, un’app dedicata al mondo dello sport regionale e il via alla quarta edizione del corso per formare maestri di sci. Altro obiettivo strategico del documento, il sostegno a tutte quelle manifestazioni sportive, di livello nazionale e internazionale in grado di assicurare anche un ritorno per l’economia del territorio regionale.
I soldi Per fare tutto ciò però c’è bisogno ovviamente di soldi. Fermo restando che il documento definitivo verrà approvato nelle prossime settimane, quel che è certo è che il piatto piange, disperatamente. La situazione di partenza è quella di un contesto socio-economico, regionale e nazionale, caratterizzato da una «profonda crisi» e dove lo sport «stenta a trovare risorse ed interlocutori pubblici e privati». Rimanendo sul versante pubblico, dal monitoraggio effettuato dagli uffici tecnici di palazzo Donini emerge che le risorse di bilancio destinate al sosteno dell’attività sportiva, sia sul fronte della promozione che su quello dell’impiantistica, sono letteralmente crollate nel corso degli ultimi sette anni. Nel 2007 c’erano a disposizione 1,3 milioni di euro, nel 2008 due milioni, nel 2009 1,6 milioni e poi, nel 2010, il primo taglio drastico: a budget ci sono 372 mila euro in tutto, che salgono a 798 mila nel 2011, per poi scendere nuovamente fino ai 354 mila euro del 2012 e ai 182 mila del 2013. Per dare fiato e gambe allo sport umbro quindi occorrerà andare a vedere gli stanziamenti scritti nei bilanci di previsione dei prossimi tre anni.
Twitter @DanieleBovi
