Quasi 200 mila euro per i siti Unesco dell’associazione Italia Langobardorum. Sorridono anche Spoleto e Campello sul Clitunno, insieme agli altri cinque Comuni della rete che nel 2011 ha ottenuto l’inserimento nella lista di città patrimonio mondiale dell’umanità per una serie di manufatti di epoca longobarda, nella città del Festival a fregiarsi dell’ambito titolo è la basilica di San Salvatore mentre a Campello è il Tempietto sul Clitunno.
Sorridono Spoleto e Campello Il circuito, composto anche da Benevento, Brescia, Cividale del Friuli, Monte Sant’Angelo e Torba-Castelseprio, ha presentato al ministero dei Beni e delle attività del culturali e del turismo (Mibact) il progetto migliore piazzando Italia Langobardum in vetta alla classifica degli interventi finanziati e ottenendo 192.790 a cui vanno a sommarsi circa 21 mila euro di cofinanziamento complessivo richiesto all’associazione composta dai sette Comuni. Le risorse sono state ottenute col progetto I Longobardi dallo scavo archeologico ai banchi di scuola che andranno ripartite tra i municipi coinvolti incaricati di promuovere una serie di attività nelle scuole medie e superiori in base alle risorse che a stretto giro verranno assegnate dal Consiglio di amministrazione dell’associazione, composto da sindaci e assessori dei Comuni di riferimento.
Dal Mibac 200 mila euro per i siti Unesco Lo scorso febbraio Italia Langobardorum aveva già ottenuto dal Mibact, sempre in base alla legge 77 del 2006 che prevede risorse in favore dei siti Unesco, un’iniezione di risorse di circa 250 mila euro per il progetto A tavola con re Rotari. Cultura e alimentazione dei Longobardi come paradigma per l’integrazione di popoli attraverso modalità classiche e multimediali su cui è già stato varato un progetto didattico di 18 mesi. A coordinare le attività sia sotto il profilo tecnico che scientifico sono i Comuni di Brescia e Spoleto: «Si tratta di un risultato che oltre a inorgoglirci– ha detto il sindaco Fabrizio Cardarelli – ci dà forti motivazioni per continuare a valorizzare, attraverso progetti didiattico-formativi, le preziose testimonianze delle vicende storico-artistiche legate alla Spoleto longobarda. In questi anni, sotto l’egida dell’Unesco, Spoleto e le altre città del sito seriale hanno non solo ottenuto una visibilità a livello mondiale ma anche usufruito di strumenti per potenziare la diffusione e la tutela di un patrimonio straordinario che è parte integrante della nostra storia e identità».
