Partirà in modo sperimentale nel comprensorio di Perugia e nella Zona sociale uno di Città di Castello il sistema di gestione per la raccolta e la distribuzione di beni invenduti, soprattutto cibo, presentato giovedì a Perugia dalla vicepresidente della Regione Umbria, Carla Casciari, e dai rappresentanti degli enti e delle istituzioni coinvolte, tra cui il Comune di Perugia, con l’assessore Andrea Cernicchi, il Cesvol e il Comune di Città di Castello con l’assessore ai Servizi sociali, Andreina Ciubini. Il progetto si chiama «Zero Waste» (nessuno spreco) e rientra nell’ambito delle contribuzioni 2012 di Philip Morris Italia attraverso ed è promosso dalla Regione in collaborazione con il Comune di Perugia, quello di Città di Castello e il Cesvol Perugia. Tra i partner operativi rientrano anche il Banco alimentare dell’Umbria, l’associazione «Il Samaritano» e la Caritas diocesana di Città di Castello.
«Zero Waste» Sostenibilità e la solidarietà sono i «pilastri» alla base del «Zero Waste», finalizzato a diffondere in Umbria, come ha spiegato la coordinatrice del progetto Alessandra Stocchi, la cultura del consumo consapevole e sostenibile attraverso la realizzazione di un sistema basato sul recupero delle eccedenze alimentari e dei beni invenduti a favore delle persone e delle famiglie bisognose. «Il tema del disagio alimentare – ha detto il presidente del Cesvol Giancarlo Billi – sta emergendo sempre più. Per questo il Cesvol, che opera quotidianamente attraverso gruppi di lavoro, ha voluto raccogliere e farsi portavoce delle istanze delle associazioni e degli enti caritativi che nel territorio sono impegnati nel contrasto alla povertà».
Anche in altre aree Con l’iniziativa, è stato spiegato, si vuole dar vita ad una rete di solidarietà dinamica e stabile tra il mondo del profit e del non profit, dove il bene invenduto acquista un valore socio-assistenziale e il suo recupero ha ricadute positive a livello ambientale, economico, sociale e sanitario. Oltre alle zone dove «Zero Waste» verrà sperimentato, l’idea è quella di riproporlo in altre aree della regione con il contributo delle attività produttive e commerciali, delle pubbliche amministrazioni, delle associazioni e degli enti caritativi attivi in tutta l’Umbria. L’assessore Casciari ha poi spiegato che si punta ad inserirlo tra le azioni previste nella prossima programmazione comunitaria, finanziate con i fondi dell’Unione europea. «Con questa iniziativa – ha detto Cernicchi – sarà possibile mettere a punto un intervento più incisivo a tutto vantaggio della collettività».
