di Francesco Marruco
«Solo nell’ultimo anno abbiamo fatto 14mila ore di formazione, perché la prevenzione è fondamentale, ma abbiamo bisogno di fondi che non abbiamo più». A dirlo a Umbria24 è Mauro Guiducci, il presidente del Soccorso alpino e speleologico dell’Umbria che rappresenta un’altra vittima dei tagli: «Noi – continua – stiamo lavorando molto sulla prevenzione e per farla, nel 2011 abbiamo portato avanti un’intensa attività attraverso incontri con tutte le sezioni Cai dell’Umbria». Il problema però sono i soldi, che non ci sono,: «Abbiamo un po’ di amarezza – prosegue Guiducci – perché in questo momento non abbiamo nessun tipo di aiuto da chi ce lo potrebbe dare. Il 31 luglio scorso è scaduta la convenzione che avevamo con la Regione Umbria, che non può essere rinnovata per mancanza di fondi. Con la crisi ci sono stati tagli per tutti, è vero, ma noi siamo stati tagliati per il 100 per cento. Inoltre – ha aggiunto il presidente – dobbiamo ancora avere dei rimborsi spese degli anni che vanno dal 2009 ad oggi dal Comune di Terni».
Tutto gratis «Noi facciamo molto, ma nessuno ci aiuta – ha detto ancora -. Siamo stati costretti a lasciare il nostro magazzino di Perugia perché dovevamo pagare un affitto troppo alto. Adesso tutto il nostro materiale si trova nell’immobile di un privato che ce lo ha messo a disposizione. Noi facciamo tutto gratis, non abbiamo nessun compenso, i nostri tecnici si devono pagare tutti i materiali e il carburante. Ho sempre una ventina di tecnici che hanno sempre tutto il materiale nelle loro auto. Abbiamo la lista delle persone che è disponibile in giornata, vengono chiamati e partono».
Gli incidenti Guiducci racconta poi che in questo momento, a Castelluccio di Norcia, tutte le domeniche di iniziativa propria il Soccorso è lì di propria iniziativa con un presidio. Per quanto riguarda invece il trend degli incidenti, il presidente spiega che «non è la montagna ad essere cattiva, è chi la frequenta che non rispetta le norme essenziali o accorgimenti importanti come un abbigliamento adatto: in montagna nel giro di poco cambia il tempo, quindi ci si deve vestire bene». «Per la speleologia abbiamo un trend positivo, perché la gente che frequenta le grotte fa parte di associazioni, quindi hanno fatto corsi ed è difficile che ci siano incidenti in grotta. E se ci sono, non derivano da comportamenti sbagliati: ad esempio uno dei nostri tecnici ha avuto un incidente causato dalla caduta di un masso».

