Perugia si prepara ad un nuovo weekend di blocco (Foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Dopo appena due anni dal varo del protocollo sottoscritto da Regione, Arpa, Province e dai maggiori comuni umbri sulla qualità dell’aria, Palazzo Donini raccoglie l’appello degli assessori all’Ambiente e alla Mobilità del Comune di Perugia, Lorena Pesaresi e Roberto Ciccone, e si prepara ad una revisione dell’intesa del 2009 dopo i continui sforamenti dei livelli di polveri sottili consentiti dalla legge che si sono registrati in molti Comuni dell’Umbria, Perugia e Terni in primis.

L’appello di Ciccone e Pesaresi
L’appello ad una maggiore armonizzazione delle misure antismog messe in campo dai comuni umbri, era stato lanciato giorni fa dai due rappresentati della giunta Boccali in occasione della presentazione dell’ordinanza che prevede il blocco del traffico. Provvedimento confermato nella giornata di mercoledì con una nota ufficiale del Comune che non compie dunque nessuna marcia indietro: anche questo weekend, così come quello precedente, stop alle auto (a parte le Euro 4 e le Euro 5) dalle 8.30 alle 18.30 e 155 euro di multa per chi sgarra.

Pesaresi: il provvedimento resta «Il provvedimento resta – spiega l’assessore all’Ambiente Lorena Pesaresi – perché è necessario ragionare in termini di programmazione, più che di risposte estemporanee alle emergenze. Abbiamo bisogno di ripulire l’aria dalle polveri sottili e dagli altri inquinanti non soltanto perché esistono specifici protocolli, ma soprattutto per evitare gravi conseguenze per la salute dei cittadini, in caso di prolungata esposizione. Non significa che Perugia abbia, più di altre città, un problema inquinamento;  significa che, forse al contrario di altre, intende porsi la questione con serietà. Limitare la circolazione abitua anche ad assumere comportamenti più corretti in materia di risparmio energetico. Non è rinviabile una presa di coscienza su uno sviluppo sostenibile e compatibile con l’ambiente e la salute».

Confcommercio dice no: vogliamo dialogo Un provvedimento che ha incontrato la netta contrarietà delle associazioni di categoria dei commercianti, che accusano Palazzo dei Priori di scarso dialogo lamentando che la chiusura arriva in quei giorni, il weekend, dove meglio è possibile fare affari. E così, in vista del prossimo blocco di sabato e domenica, Confcommercio, Confartigianato, Cna e Confesercenti si troveranno intorno a un tavolo giovedì pomeriggio alle 16 per decidere che tipo di protesta mettere in campo, senza escludere una serrata dei negozi, anche simbolica. «Io – spiega ad Umbria24.it Sergio Mercuri, presidente di Confcommercio Perugia – non sono contrario alla chiusura. E’ il comportamento scorretto dell’amministrazione comunale quello che voglio denunciare».

Mancano programmazione e dialogo In particolare, secondo Mercuri, mancano programmazione e dialogo: «Fanno tavoli per tutto – attacca – e credo che per una cosa di questo tipo un tavolo di concertazione andava fatto. All’improvviso hanno detto “domani chiudiamo” e noi non ne sapevamo niente: questo era un provvedimento che andava programmato. Se non c’è dialogo non c’è rispetto, e io è il dialogo quello che chiedo». Mercuri però promette che la battaglia non si fermerà all’ordinanza antismog: «Con le istituzioni – dice – va fatto un ragionamento ampio sulla città per non farla morire che coinvolga tematiche come quelle dei parcheggi e del minimetrò. Noi non demorderemo».

Monni: chiusura arreca danni all’acropoli A muoversi però è anche il consigliere regionale del Pdl Massimo Monni che, pur riconoscendo «la necessità di adottare misure efficaci contro le polveri sottili»,  parla di un «pregiudizio ingiustificato al commercio, ai servizi e alla vitalità dell’acropoli». «Il Comune di Perugia – attacca – ha confermato l’ordinanza del blocco del traffico anche per il prossimo weekend, ma fino ad oggi non c’è stato nelle giornate interessate lo sforamento dei livelli massimi di pm10 e i dati sullo smog sono abbondantemente sotto i limiti». Secondo il consigliere così si aggravano «i disagi per le imprese del centro in un momento già estremamente complicato: la crisi economica, il calo dei consumi e dei flussi turistici, la fallace politica del trasporto pubblico e dei parcheggi, l’insicurezza diffusa». Quello che Monni sollecita è la necessita di «progetti strategici intercomunali per arrivare ad un piano regionale in grado di delineare interventi strutturali».

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