Ex discarica di Maratta 1

di C.F.

«Tra le tante bonifiche per le quali il Comune è competente alcune hanno risvolti diretti sul rischio sanitario. Solamente in questi giorni è emerso che l’ente non ha mai notificato ai soggetti proprietari dei terreni di Maratta 1 e 2 a forte presunzione di contaminazione la necessità di effettuare gli accertamenti preliminari». E poi: «La quantità di lavoro pregresso e futuro in materia di bonifiche è tale da rendere insostenibile l’attività dell’Ufficio preposto, che si avvale di una sola effettiva unità di personale».

Il documento completo

La relazione Questi i passaggi più pesanti della relazione che il dirigente Marco Fattore ha sistemato sul tavolo del sindaco Leopoldo Di Girolamo e dell’assessore Emilio Giacchetti, fotografando lo stato dell’arte delle procedure relative ai siti di interesse regionale e nazionale da bonificare, su alcune dei quali è emerso con chiarezza insistono delle coltivazioni. A rendere noto il documento è direttamente il M5s che da un mese si batte fuori e dentro il consiglio comunale per far firmare al primo cittadino l’ordinanza del caso e contestualmente dare massima priorità alle azioni previste della normativa in materia di sicurezza alimentare e rischio sanitario.

Mai fatti accertamenti preliminari Nel dettaglio nella relazione firmata da Fattore si legge: «In relazione agli ultimi accertamenti compiuti sui siti da bonificare è emerso che l’amministrazione non ha mai notificato ai proprietari dei terreni a forte presunzione di contaminazione definiti Maratta 1 e 2 la necessità di effettuare gli accertamenti preliminari, nonostante le aree erano già state individuate nel piano regionale di bonifica del 2004». E qui il dirigente pone anche la questione della carenza di personale, specificando che «la quantità di lavoro pregresso e futuro in materia di bonifiche è tale da rendere insostenibile l’attività dell’ufficio preposto, che, nonostante la complessità della materia e la mole di lavoro, si avvale di una sola effettiva unità di personale».

«Hanno risvolti su rischio sanitario» Dopodiché nel documento viene messo nero su bianco che «tra le tanti attività di bonifica per le quali l’amministrazione civica è stata individuata, in sede di ministeriale nonché dalla normativa vigente, come soggetto competente e attuatore, ve ne sono alcune che presentano risvolti diretti sul rischio sanitario». In questo senso il dirigente ammette poi «i ritardi dell’ufficio nell’esecuzione del piano di caratterizzazione di falda nell’area a rischio di contaminazione di Terni-Papigno, sito di interesse nazionale». L’analisi i cui tempi si annunciano lunghi, alla luce della carenza di personale denunciata da Fattore, è «finalizzato a comprendere quanto e come la falda sotterranea di tale area, a prevalente vocazione agricola e di proprietà di privati, sia contaminata».

M5s: «Ordinanza improcrastinabile» Il commento del M5s, che rende noto di aver incontrato il dg dell’Asl Umbria 2 Sandro Fratini a cui ha richiesto un pronto intrevento, è durissimo: «L’ordinanza del sindaco è ormai improcrastinabile, Di Girolamo deve porre in essere con la massima priorità della sua agenda politica le azioni richieste dalle normative riguardanti la sicurezza alimentare e il rischio sanitario senza alcun indugio, compresa quella di avvertire prontamente l’Autorità europea per la sicurezza alimentare».

Twitter @chilodice