Tutto pronto per il Primo Maggio a Perugia

di Fabio Toni

Via al corteo a Terni e via allo sciopero generale di 8 ore nella città tormentata dalla crisi della Tsk. Il serpentone è partito dalla sede delle acciaierie, insieme al segretario generale della Cgil Susanna Camusso, al segretario regionale Mario Bravi e agli altri rappresentanti sindacali locali, alla presidente della regione Catiuscia Marini, al sindaco di Terni Leopoldo di Girolamo, al sindaco di Perugia Wladimiro Boccali e a numerose altre autorità che hanno voluto dare il proprio sostegno alla manifestazione dei lavoratori a Terni.

Le immagini del serpentone

Camusso «L’austerità sta strangolando il lavoro e impoverendo i paesi, non determinando un futuro», ha detto Susanna Camusso. «Ci rivolgiamo anche al nostro Governo che esegue pedissequamente una politica che sta determinando una profondissima recessione e toglie qualunque speranza al lavoro», ha aggiunto.  «Il governo Monti – per il segretario della Cgil – ha compiuto un anno ed è tempo di bilanci. E allora vogliamo dirlo: è stato un anno di disastri e di non risposte al mondo del lavoro che ha tolto la fiducia e la speranza ai giovani. E non continuino a raccontarci che c’e’ una luce in fondo al tunnel. Abbiamo diritto alla verità». E ancora: «Di questa politica non se ne può più, non ne possiamo più. Non ci vengono date risposte alla crisi creando per questo sfiducia e disperazione».

Audio: parla Susanna Camusso

Risposte ai deboli A Cisl e Uil Camusso ha detto: «Non bisogna scappare dalle piazze. In questa stagione così difficile in cui cresce la disperazione ciò che un sindacato deve fare è dare un messaggio di possibilità alle persone, di non rassegnarsi». Sulla Legge di Stabilità «sicuramente qualche miglioramento c’è stato rispetto alla prima bozza, ma continua a mancare un segno fondamentale: dare risposte alla fascia più debole del Paese». E’ una cosa, per Camusso, «inaudita che mentre è in corso un confronto sindacale, un ministro annuncia gli esuberi su Twitter».  Sulla produttività: «Se pensano che la soluzione sulla produttività passi dalla manomissione del contratto nazionale e dalla riduzione dei salari, non hanno capito nulla di quanto accade in questo Paese».

Slogan e striscioni La città umbra è sotto i riflettori nazionali diventando sede di una manifestazione che va ben al di la dei confini della nostra regione. Numerosi i presenti in queste prime ore del mattino accarezzati da un piacevole sole i cui raggi campeggiano sul corteo. Slogan, striscioni, cori come: «Non si tocca neppure un bullone», «Orgoglio operaio», insieme alle bandiere delle sigle sindacali presenti e ai fischietti in bocca agli operai, ai giovani, alle numerose donne e ai pensionati che non hanno fatto mancare il proprio sostegno, danno colore e vivacità alla manifestazione.

I nodi La mobilitazione è stata indetta dalla Ces (confederazione europea) mette al centro «il nodo del lavoro, la crisi economica e produttiva che attraversa la nostra regione, insieme alla tutela dei diritti di cittadinanza e del welfare, oltre al nuovo assetto istituzionale che rilanci una nuova fase del regionalismo. Si vuole costruire un assetto istituzionale rispondente ad una incomprimibile esigenza policentrica della nostra identità regionale, che tuteli i cittadini, e che dia una risposta vera e funzionale ai vari territori dell’Umbria», è scritto in una nota della Cgil Umbria.

La Thyssen Al centro della manifestazione la vertenza simbolo tra le tante sfaccettature della crisi che oggi riempivano la piazza ternana, quella in difesa della acciaierie di viale Brin. «Non solo l’Ast deve restare un fiore all’occhiello della produzione di acciaio nel nostro Paese – ha detto nel suo intervento Susanna Camusso – ma noi chiediamo che il nostro governo e l’Europa si interroghino sulle politiche industriali da mettere in atto, perché – ha aggiunto Camusso, riferendosi alla decisione dell’antitrust europea – quello che appare troppo grande in Europa rischia di essere troppo piccolo nel contesto globale, dove bisogna competere con Cina, Brasile e India».

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