di Maurizio Troccoli

Gli aumenti della bolletta rifiuti oltre che incomprensibili sono inaccettabili. Non perchè irregolarmente adottati. Tutt’altro. Ma perchè ingiusti. Questo quotidiano, da tempo denuncia l’ingiustizia riservata ai cittadini che piuttosto che essere premiati per il loro comportamento sull’indifferenziata, vengono sistematicamente tartasssati, fino al punto di scoraggiarli dal continuare a tenere un comportamento civile. Non fosse quindi per il carattere evidentemente di ‘strumentalizzazione politica’ che assume la nota dei sindaci di centrodestra, buona parte dei suoi contenuti non può che essere condivisa dalla stragrande maggioranza di persone che da anni subiscono questa ingiustizia. Ma con gli ormai noti però. L’attenzione infatti viene posta su questione inceneritore che dividerebbe ideologicamente una presunta sinistra ambientalista da una presunta destra ‘concretista’. Quando tutti sanno che sull’incenerimento gli aspetti sono talmente complessi che ogni esemplificazione risulterebbe impropria. L’altro però è relativo alla tempistica della denuncia. Sembrerebbe che i sindaci di centrodestra si siano accorti, guarda caso, al cambio della guida del governo regionale degli aumenti progressivi delle bollette dei rifiuti in Umbria, in controtendenza al comportamento della gente sull’indifferenziata. Si arriva persino al paradosso che l’Auri, da questi accusata di non essere più terza ma schierata, ricorda ai sindaci come gli aumenti partano dalla giunta regionale che loro hanno sostenuto. Andiamo per ordine.

Scrivono i sindaci di centrodestra: «La prospettiva di conferire in discarica, nei prossimi anni, fino al 30 % dei rifiuti indifferenziati, comporterà il rapido riempimento delle discariche. Città di Castello ed Orvieto continueranno a ricevere i rifiuti di tutta l’Umbria, mentre dovrà essere ripensata anche la chiusura di Borgogiglione a Magione». Aggingono: «Il drammatico aumento dei costi del conferimento, che, invece, sarà pagato da tutti noi. In questo quadro, AURI – l’Autorita Umbra per i Rifiuti e l’Idrico, che è sempre stata una palestra di confronto e di sintesi, è stata immolata all’esercizio divisivo degli schieramenti, non a tutela dei Sindaci e dei cittadini, ma a guardia ed a tutela delle inconcludenti scelte della Regione». Precisano: «Già nello scorso dicembre, avevamo dovuto trovarci di fronte alla incapacità di programmare i flussi annuali per le discariche. Il presidente aveva garantito che entro maggio il quadro sarebbe stato chiarito e definitivamente. Ad oggi, invece, si brancola ancora nel buio e la Assmeblea è stata chiamata ad approvare le tariffe di accesso agli impianti, con all’orizzonte un drammatico aumento dei costi per i nostri cittadini».

L’Auri in una nota precisa che «l’aumento della Tari previsto per il 2025 è in realtà frutto di decisioni prese nella precedente legislatura regionale, anch’essa a guida centrodestra, e approvate dall’Assemblea dei sindaci. Inoltre, parte dell’incremento di circa 6 euro per famiglia è da ricondurre a disposizioni nazionali, in particolare a una delibera dell’Autorità Arera, che introduce un “bonus sociale rifiuti” per sostenere le famiglie in difficoltà».

Aggiunge ancora che «gli aumenti tariffari derivano da piani economici approvati nel 2024, e che l’attuale amministrazione regionale e l’Autorità stessa stanno già lavorando su una strategia per contenere i costi futuri (si badi bene non parla di riduzione attuale ndr.) e migliorare l’efficienza del sistema, puntando a potenziare la raccolta differenziata e a promuovere l’economia circolare».

Qualcuno tempo fa diceva che la domanda sorge spontanea: ma se tutti sono d’accordo che chi differenzia deve essere avvantaggiato nella bolletta e che ormai buona parte dei rifiuti sono rimessi in commercio, quando sarà che si comincia a considerare troppo costoso chi decide, governa e gestisce il servizio con questi risultati?

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