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venerdì 12 agosto - Aggiornato alle 17:57

Settima ondata covid in Umbria: attivati nuovi posti letto, altri in arrivo: gli stessi numeri di marzo

Il dato di occupazione posti letto in Umbria è al 21% contro il dato nazionale al 9%

©Fabrizio Troccoli

Continuano a salire i dati dei positivi al covid, come quelli dei ricoverati, per questa che è considerata la settima ondata covid in Umbria. Una in più delle altre regioni, replicando la condizione, già conosciuta in fasi precedenti, di anticipare l’andamento dell’epidemia rispetto ad altre parti del Paese. Sostanzialmente la condizione generale per gli umbri non cambia rispetto agli altri italiani: i dati riflettono situazioni simili, ma in anticipo. Visto l’andamento, la dirigenza sanitaria regionale ha disposto nuovi posti letto da destinare al covid, una sorta di piano d’emergenza attivato che rende disponibili, nell’immediato, «6 posti letto in più a Pantalla, 12 a Foligno e 6 a Gubbio, mentre a Terni e Perugia si lavora all’ipotesi di ulteriori incrementi, ma in attesa che lo richiedano i numeri», è quanto ha detto il direttore sanitario Massimo D’Angelo.

Numeri Gli ultimi dati, aggiornati al 28 giugno, parlano di 147 ricoverati totali, positivi e con sintomi covid, significa uno sbalzo di 8 ricoveri in più in un solo giorno. Numeri siili si registravano lo scorso marzo. Mentre un ricoverato in meno, si registra in terapia intensiva. La percentuale di occupazione dei posti letto in Umbria è del 21% mentre il dato nazionale è a 9%. Un altro elemento che salta all’occhio sono le 623 persone aggiunte in isolamento domiciliare.

L’andamento del contagio La settima ondata, si registra in piena estate, con temperature anche molto alte, fattore questo che – è quanto spiegato a lungo dai virologi – dovrebbe invece riuscire a tenere a bada la circolazione del virus. I fattori che vengono tenuti in considerazione tuttavia sono intanto l’infezione nelle zone alte respiratorie, condizione favorevole rispetto ad altri momenti della pandemia e l’alta contagiosità delle varianti Omicron 4 e 5, quelle che attualmente vanno per la maggiore. In questa ottica e tenuto conto anche della sempre maggiore distanza temporale dall’ultima dose di vaccino, il consiglio rimane quello di non sottostimare l’insidia del virus. Lo stop agli obblighi delle mascherine, si dovrebbero tradurre nella cautela di indossarla in tutte quelle condizioni di rischio: quindi dove c’è presenza di persone. Il suggerimento è particolarmente rivolto ad anziani e fragili ai quali è caldeggiato il ricorso alla quarta dose di vaccino che, in Umbria, continua a registrare bassi numeri.

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