di Laurent De Bai

Se Sergio Rizzo ricorda che 100 magistrati in Italia «hanno un potere abnorme», il giudice Micheli risponde: «Tira fuori i nomi, perchè io non ne conosco di così influenti». E Cantone, procuratore a Perugia, chiosa: «Di questi magistrati potenti, le mele marce sono poche e vanno eliminate». E’ il siparietto andato in onda a Nero su Bianco di Umbria+, tra il presidente della Corte penale d’Appello di Perugia, appunto Paolo Micheli, il procuratore Raffaele Cantone, lo scrittore Sergio Rizzo, insieme agli avvocati Francesco Falcinelli e Carlo Calvieri.

La puntata Cantone ha sottolineato come la maggioranza dei reati commessi nella provincia di Perugia riguardino il dramma della droga e le bancarotte aziendali. Mentre sulla separazione delle carriere Micheli ha detto forte e chiaro: «E’ un problema datato, assolutamente irrilevante, e ovvio che un pubblico ministero che passa al collegio giudicante non potrà mai occuparsi di un fascicolo che ha istruito». «Tra magistrati e avvocati,- ancora Micheli – ciascuno svolge la propria funzione, con onestà intellettuale e rispetto dei ruoli: ci si può dare del “tu” o del “lei” senza che questo possa cambiare la sostanza delle decisioni». Così Cantone: «La stragrande maggioranza dei magistrati svolge in maniera esemplare il proprio dovere. La bufera cui stiamo assistendo è legata a pochi casi di magistrati che non hanno rispettato la legge». Falcinelli e Calvieri auspicano la separazione delle carriere cosicché i cittadini «possano tornare ad avere piena fiducia nella figura del magistrato». Guarda la puntata

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