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sabato 29 gennaio - Aggiornato alle 08:30

Sempre meno donazioni di sangue, Avis: «Obiettivi falliti, la Regione ci ascolti»

Calo sia a Perugia che a Terni: i numeri. L’associazione: «Manca una banca dati unica e a giorni scade il Piano regionale»

Carabinieri donano il sangue

«In Umbria il numero delle donazioni di sangue continua a diminuire. L’obiettivo che si era posto il Centro regionale sangue per il 2019, di 40 mila donazioni e 2.500 pratiche di plasmaferesi, non è stato raggiunto, ad oggi». È l’amara riflessione del presidente dell’Avis regionale Umbria, Andrea Marchini, e del suo vice, Francesco Petrelli, durante la consueta conferenza stampa di fine anno dell’associazione organizzata a Perugia.

I numeri Per quanto riguarda le donazioni di sangue in Umbria, prendendo in esame il periodo tra gennaio e novembre 2019, sono state effettuate poco più di 35 mila donazioni, a fronte delle 35.465 dello scorso anno. In particolare, la provincia di Perugia si attesta a 28.786 donazioni (nel 2018 erano state 29.001) e la provincia di Terni a 6.267 (nel 2018 erano state 6.464). Scendendo nel dettaglio, le donazioni di sangue intero sono arrivate a 32.741, mentre quelle relative a plasma e donazione mediante aferesi sono rispettivamente di 2.125 e 187.

Servizi e personale insufficienti Marchini ha evidenziato come «i servizi sono sofferenti, sia in personale sia in attrezzature le quali a volte, là dove ci sono, non sono utilizzate al meglio. Non esiste ancora una banca dati regionale unica, non è ancora sistematica l’apertura domenicale e pomeridiana dei servizi, non viene ancora praticata la ‘prima donazione differita’: le Direzioni generali raramente hanno ascoltato e considerato le proposte dell’Associazione e questa spesso non è nelle condizioni di rendere un servizio migliore, credibile e affidabile. Il Piano regionale sangue e plasma – ha continuato Marchini – scade tra qualche giorno e ancora non si è attivato alcun tavolo per valutare quanto è stato realizzato e quanto c’è da fare. Abbiamo chiesto di incontrare sia la presidente della Giunta regionale sia l’assessore alla tutela e promozione della salute, ma non abbiamo ancora alcuna risposta».

Giornata del donatore «Il prossimo anno sarà celebrata a Perugia la 85esima Assemblea generale nazionale dell’Avis – ha aggiunto Petrelli – e l’Italia ospiterà la Giornata mondiale del donatore di sangue, anche queste iniziative che dovranno sensibilizzare non solo i cittadini, ma anche i governi e i servizi sanitari affinché adottino politiche di promozione e difesa del dono volontario, non retribuito, periodico, associato, responsabile e anonimo». Anche l’Ordine dei giornalisti dell’Umbria, è stato annunciato, promuoverà giornate formative per i propri iscritti in collaborazione con Avis Umbria. L’Odg e l’Ufficio scolastico regionale collaborano infatti con Avis per la diffusione del ‘Calendario Barbanera’ e ‘Piccolo Barbanera’. «Due strumenti – ha dichiarato Marchini – che nel tempo si sono dimostrati validi mezzi di promozione e informazione di massa. Con il calendario, infatti, entriamo dentro le case non solo umbre ma di tutta Italia, portando il messaggio della donazione del sangue e dell’educazione alla solidarietà, dai più piccoli ai più grandi.

Meloni (Pd): «Preoccupante» «E’ preoccupante il fatto che in Umbria le donazioni di sangue continuino a diminuire”. Lo dichiara Simona Meloni (vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria – Pd), dopo aver letto. «Ad oggi – evidenzia Meloni – l’obiettivo che si era posto il Centro regionale sangue per il 2019 (40mila donazioni e 2mila e 500 pratiche di plasmaferesi) non è stato raggiunto, nonostante la campagna di sensibilizzazione portata avanti in questi mesi. Dai dati emerge che è necessario un supporto istituzionale forte. Bisogna ascoltare di più i rappresentanti dell’associazione che anche questa mattina, per bocca di Andrea Marchini, presidente dell’Avis regionale, hanno lamentato poca attenzione da parte delle direzioni generali sanitarie e la mancata risposta ad una richiesta di incontro con la presidente della Giunta regionale, Donatella Tesei, e l’assessore alla tutela e promozione della salute, Luca Coletto. Hanno parlato – riporta il consigliere regionale – della mancanza di una banca dati regionale unica, dell’importanza dell’apertura domenicale e pomeridiana dei servizi e di poter praticare la ‘prima donazione in differita’. Ma non solo. Il punto più urgente da trattare è che tra qualche giorno scade il ‘Piano regionale sangue e plasma’ ed ancora non è stato attivato alcun tavolo per valutare quanto è stato realizzato e quanto c’è da fare. Sono a completa disposizione – conclude Meloni – per recepire le indicazioni di chi opera in questo ambito e proporre soluzioni concrete e utili alla comunità in tempi brevi. Sappiamo quanto sia importante salvare ed ‘alimentare la vita’».

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