di Beatrice Bernardini

«Mi trovavo a Firenze per lavoro e dovevo prendere il treno delle 16.22 da Firenze Campo di Marte a Perugia, ma una volta al binario ci è stato detto che il treno era in ritardo o che addirittura non sarebbe proprio arrivato». Inizia così, come racconta Isabella a Umbria24, l’odissea vissuta da molti umbri l’8 luglio quando sono rimasti bloccati a seguito di un guasto a un treno avvenuto intorno alle 14.50 all’altezza di Castiglion Fiorentino (Arezzo), che ha innescato, a cascata, una raffica di ritardi e cancellazioni su diverse tratte.

Per far fronte alle criticità il personale Trenitalia, dopo la soppressione del primo treno da Firenze a a Perugia, ha consigliato ai passeggeri di salire su un treno per Arezzo, rimandando il destino della carovana alla prossima stazione. «Una volta arrivati nella cittadina toscana nessuno sapeva dirci come e se saremmo riusciti poi a proseguire per Perugia» racconta Isabella a Umbria24, spiegando che in stazione «qualcuno parlava di un treno diretto a Chiusi che si sarebbe diretto e Perugia, motivo per cui siamo andati di corsa al binario indicato, ma il personale Trenitalia non è stato in grado di confermare il cambio di destinazione del quel treno, così abbiamo perso il primo passaggio utile verso casa».

Le tre testimoni sentite da Umbria24 hanno raccontato che il box informazioni aveva un solo sportello aperto, a cui a tratti veniva abbassata la saracinesca: a complicare l’odissea il caldo, la fila interminabile e le sale d’attesa piene. Tutti i pendolari hanno riferito come sia stato pressoché impossibile riuscire a chiedere informazioni, mentre quelle poche fornite sono risultate incomplete. Vani anche i tentativi di chi avrebbe provato a contattare il servizio clienti di Trenitalia.

«Non c’è stato un annuncio né un’informazione ai passeggeri, mentre di solito chi deve proseguire il viaggio viene invitato a prendere un determinato treno, invece niente», conferma anche un’altra pendolare umbra, Arianna, secondo cui «non c’erano icontrollori né addetti a cui chiedere». Spaesati, ovviamente, anche i turisti stranieri, specie quando dagli altoparlanti in italiano è stata comunicata l’imminente attivazione degli «autobus sostitutivi con destinazione Terontola-Cortona», da cui poi sarebbe servito un altro treno per arrivare a Perugia.

Anche il viaggio in bus, comunque, si è rivelato un’odissea. «L’autista della navetta sostitutiva non conosceva la strada, tanto che uno dei passeggeri gli dava indicazioni tenendo aperto Google maps sullo smartphone» ha raccontato Isabella. A bordo del pullman anche Elena, che da 8 anni vive all’estero, ma in Italia ha un passato da pendolare. Lei sorride amara «perché – dice – vi giuro che sembrava di essere su “Scherzi a parte”: in prossimità della stazione di Terontola, l’autista si è reso conto che il pullman era più alto del sottopasso e ha dovuto fare inversione».

La “comica” non è però finita: «Alla stazione di Terontola-Cortona c’era effettivamente un treno in attesa, ma senza macchinista, che è poi arrivato di corsa 40-50 minuti dopo», raccontano le tre testimoni sentite da Umbria24. Alla fine il convoglio della speranza è arrivato a Perugia al termine di un viaggio di 6 ore, anziché di due.

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