di Maurizio Troccoli

Pitoni, boa, tartarughe azzannatrici sono alcuni tra i numerosi esemplari importati illegalmente e sequestrati dal Cites, in Umbria. Sono gli stessi uomini che hanno dato la caccia al coccodrillo che sarebbe stato avvistato a Foligno per cui però non ci sono tracce, testimonianze o elementi certi che possano confermarne la presenza.

Sul coccodrillo nessun segnale ma pronti all’intervento «La squadra degli esperti del Cites, che fa capo al reparto regionale della forestale, è pronta per intervenire tempestivamente in caso di segnali. Al momento non abbiamo elementi certi per poter parlare di presenza di coccodrilli a Foligno». Lo dice a Umbria24.it Guido Conti, comandante della Forestale regionale che precisa:«E’ bene informare rispetto al fatto che un coccodrillo, viste le sue caratteristiche non riuscirebbe a sopravvivere ai nostri climi e alle condizioni naturali delle nostre zone. E’ un animale a sangue freddo ha bisogno di tepore, per cui la sua sopravvivenza sarebbe pressocché impossibile nelle nostre zone. L’unica ipotesi che si potrebbe considerare in caso fossero confermate le fonti di coloro che l’avrebbero avvistato e che, stando alle nostre indagini approfondite al momento restano privi di riscontri oggettivi, sarebbe quella di un piccolo animale che potrebbe essere stato importato illegalmente, per poi essere allevato da qualcuno in un ambiente caldo e che sarebbe potuto sfuggire al controllo di chi illegalmente lo custodiva. Ma neppure rispetto a questa ipotesi c’è un benché minimo elemento che ci possa fare pensare ad un fatto vero. Tuttavia la nostra sezione tiene sotto controllo la situazione e sarebbe pronta ad intervenire tempestivamente poichè dotata di tutti gli strumenti e le attrezzature per catturare l’ipotetico coccodrillo, che tra l’altro non richiede articolati metodi di cattura poichè non è un animale velocissimo».

Pitoni, boa e tartarughe azzannatrici Insomma del coccodrillo fino ad oggi nessuna traccia, se non il tam tam dei giornali e la curiosità di molti che vista la stranezza del caso si precipitano sul posto o si documentano via internet, per conoscere ogni dettaglio sull’evoluzione delle ricerche. Altri animali però, anch’essi esotici ed anch’essi vietati per legge nel nostro Paese, sono presenti nei negozi, ma anche nelle abitazioni degli umbri e di numerosi giovani che magari si trovano in Umbria per motivi di studio o di lavoro. Il Cites, che fra qualche giorno festeggia 10 anni di attività ha sequestrato numerosi prodotti, derivati o veri esemplari di animali importati illegalmente ed in via d’estinzione. «pappagalli che parlano tre lingue, così vengono proposti da chi li commercia – spiega a Umbria 24 Conti – tartarughe di ogni tipo, anche gusci di tartarughe appena schiusi e tartarughe azzannatrici, zanne di elefanti sottratti al mercato dell’avorio, pelli di leopardo, pitoni, boa e rettili di ogni specie, insomma una lunga serie di animali protetti dalla convenzione di Washington e che impone una continuativa attività di controllo da parte del Cites, negli aeroporti e nelle frontiere, sono stati trovati e sequestrati in Umbria».

Altre operazioni ed indagini del Cites «I nostri agenti – aggiunge Conti – operano a tutti i livelli, nei territori svolgendo indagini punto per punto, ma anche nella rete. Ad esempio per l’episodio del coccodrillo abbiamo setacciato palmo per palmo il territorio sia a caccia di segni di presenza dell’animale, sia nella verifica dell’attendibilità degli avvistamenti. Dall’ultima fonte che ci ha contattati siamo partiti per contattare tutti i livelli inferiori, fino ad arrivare ad un palazzo dal quale sarebbe stato avivistato l’animale, secondo quanto ci veniva detto. E’ bene dire che abbiamo assistito ad una sorta di scatole cinesi dove ognuno ci riferiva : io l’ho saputo da un altro, e l’altro faceva altrettanto, ma non ci è stato possibile giungere a chi l’avrebbe visto direttamente. Giunti nella palazzina da cui sarebbe stato avvistato l’animale, abbiamo bussato a tutti i campanelli e, anche in quel caso, tutti hanno sentito qualcosa da qualcun altro ma lì nessuno ha detto di averlo visto con i propri occhi. Per altre indagini invece i nostri agenti si fingono acquirenti e riescono ad insinuarsi fin dentro le maglie più strette di questi mercati di importazione illecita. In questo modo operano delle finte trattative fino a raggiungere i responsabili di queste operazioni commerciali.

L’operazione cinese Animali in via d’estinzione come tigri, alcune specie di squali ed altri ancora vengono utilizzati per prodotti e derivati medicinali della cultura orientale. «Gli uomini del Cites umbro – dice il comandante – hanno portato a termine una operazione di sequestro di beni di questo tipo dopo una indagine tesa ad accertare la provenienza e la natura di prodotti illegali realizzati con l’utilizzo di animali protetti. Sugli scaffali di alcuni punti vendita gestiti da cinesi sono stati trovati cibi cinesi destinati all’uso alimentare con all’interno derivati di animali come tigri ed altre specie protette, nonchè medicine e balsami di tigre o estratti di squali ed altre cose di questo tipo»

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