«I Servizi educativi comunali rappresentano un’eccellenza e un valore aggiunto», «L’adeguamento sismico della scuola di Gabelletta deve essere una priorità». Così i genitori dei piccoli alunni di Terni tentano di dettare l’agenda all’amministrazione di Palazzo Spada che ha da poco incassato l’ok al Dup ed attende una ‘voce dall’Interno’ (il ministero) sul piano di riequilibrio finanziario.
Gabelletta dopo il flash mob Da un lato il Cosec scrive una lettera al consiglio comunale, perché impedisca la chiusura di ‘Grillo parlante’ e ‘Borgo Trebisonda’chiedendo audizione urgente, dall’altra i genitori della scuola di Gabelletta, già protagonisti di un flash mob dedicato, annunciano battaglia fin quando il Comune non interverrà sull’edificio: «Quantomeno l’amministrazione fornisca delle risposte, ad esempio sulla vulnerabilità sismica. Invece sembra interessare poco la sicurezza dei nostri figli, si preferisce privilegiare l’aumento scellerato della cementificazione dei nostri quartieri, senza restituirci niente indietro e anzi rendendo la scuola assolutamente inadeguata alle esigenze dei cittadini, senza contare la viabilità ormai al collasso non solo nelle ore di punta. Erano stati garantiti in breve tempo miglioramenti per agevolare l’esodo sicuro in caso di emergenze. Invece i nostri bambini si sono trovati a defluire nel punto di raccolta da una unica via. A queste condizioni noi diciamo no! Metteremo in campo tutte le nostre forze per portare avanti il progetto della nuova scuola».
Grillo parlante e Borgo Trebisonda verso il tramonto Il Cosec invece ci riprova, i membri del comitato Servizi educativi comunali sono a caccia di una nuova audizione da parte di Palazzo Spada e tentano di convincere l’amministrazione di quanto sia importante mantenere aperte tutte le sedi della didattica comunale attualmente attive: «Il numero elevato di ore di compresenza delle insegnanti, il radicamento sul territorio, la sperimentazione verso la didattica laboratoriale e la flessibilità fanno dei Sec un fiore all’occhiello di questa città. Una qualità – scrivono – che trova la propria più elevata espressione per quanto attiene all’inserimento di bambine e bambini diversamente abili. Ci risulta inspiegabile – chiosano – il percorso scelto dall’amministrazione che da settembre vedrà le scuole comunali scendere da sei (9 sezioni, 225 bambini accolti) a tre (4 sezioni, 100 bambini accolti). Le scuole destinate ad essere chiuse – aggiungono – accolgono un nutrito gruppo di bambini, tra i quali anche alcuni diversamente abili, i quali compiono 5 anni nel corso del 2017 e che, quindi, saranno costretti a cambiare scuola ed insegnanti, con le ripercussioni negative che si possono facilmente immaginare, per l’ultimo anno di frequenza alla scuola dell’infanzia e ad un solo anno scolastico di distanza dall’inizio della scuola primaria, chiediamo audizione urgente».
