Alunni fuori da una scuola di Perugia (©Fabrizio Troccoli)

di D.B.

«Non fateci tornare in Dad» chiedevano i ragazzi poco più di due mesi fa, nel giorno della prima campanella. E invece la didattica a distanza tornerà nel caso in cui si registri un solo contagio all’interno di una classe. Nella serata di lunedì infatti il direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, e il capo dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali del ministero dell’Istruzione, Jacopo Greco, hanno firmato una circolare ministeriale che stabilisce il ritorno della Dad anche con un solo contagio.

GRAFICI: IL CONTAGIO NELLE SCUOLE UMBRE 

Lo stop Il documento di fatto stoppa il protocollo firmato appena un mese fa, quello redatto da Regioni e Istituto superiore di sanità con cui si mirava proprio a contenere la Dad e la quarantena, prevista con almeno tre casi all’interno di una classe. Sulla scorta di quel documento, con un solo contagio la classe rimaneva in presenza, venendo però sottoposta subito a un tampone molecolare o a un test rapido, e a un altro cinque giorni dopo. L’aumento di casi sta però rendendo difficile l’attuazione del protocollo, come lamentato anche dalle Regioni nel corso dell’incontro di lunedì con il ministero della Salute.

La circolare Secondo quanto riportato nella circolare, l’incidenza settimanale in età scolare è pari a 125 casi ogni 100 mila abitanti nel periodo 19-25 novembre, «valore ben lontano da quello ottimale di 50 per 100 mila, utile per un corretto tracciamento dei casi» per cui si ritiene «opportuno sospendere – provvisoriamente – il programma di “sorveglianza con testing” e di considerare la quarantena per tutti i soggetti contatto stretto di una classe/gruppo dove si è verificato anche un singolo caso tra gli studenti e/o personale scolastico».

Torna la Dad «Nel caso in cui le autorità sanitarie siano impossibilitate a intervenire tempestivamente» il dirigente scolastico «venuto a conoscenza di un caso confermato nella propria scuola – è detto ancora nel documento – è da considerarsi autorizzato, in via eccezionale e urgente a disporre la didattica a distanza nell’immediatezza per l’intero gruppo classe ferme restando le valutazioni della Asl in ordine all’individuazione dei soggetti (da considerare ‘contatti stretti’ a seguito di indagine epidemiologica) da sottoporre formalmente alla misura della quarantena. Rimane valida l’opportunità per i Dipartimenti di prevenzione di scegliere la strategia di controllo per la tutela della salute pubblica per ogni singola indagine di focolaio epidemico in ambito scolastico».

I presidi Tutti temi di cui si discuterà mercoledì nel corso del «Tavolo permanente nazionale per la sicurezza nelle scuole», al quale parteciperanno sindacati e rappresentanti dei ministeri della Salute e dell’Istruzione. «Siamo stati facili cassandre – spiega Antonello Giannelli, presidente dell’associazione dei presidi – avevamo lanciato l’allarme già pochi giorni dopo la pubblicazione della nota congiunta Salute-Istruzione 1218 del 6 novembre scorso. Le scuole, nonostante le mille difficoltà e con uno smisurato carico di lavoro sulle spalle dei dirigenti e del personale, hanno retto. Lo stesso non possiamo dire dei dipartimenti di prevenzione che non sono riusciti sin da subito a garantire la tempistica dei testing e in molti casi non hanno applicato quelle procedure di tracciamento».

I numeri Secondo l’ultimo report del governo, aggiornato a venerdì, in Umbria il 72 per cento dei ragazzi tra i 12 e i 19 anni ha ricevuto almeno la prima dose, mentre a completare il ciclo è stato il 67,3 per cento; al momento quindi all’appello manca il 24 per cento (15.198 ragazzi in termini assoluti). Per mercoledì è invece atteso l’aggiornamento della Regione per quanto riguarda i dati del contagio nelle scuole umbre: al 26 novembre risultavano 92 alunni positivi (19 in più rispetto a tre giorni prima), concentrati essenzialmente tra scuola dell’infanzia (16) ed elementari (65), con 764 contatti stretti in isolamento e 13 casi di contagio fra i membri del personale scolastico. In tutto 39 invece le classi in isolamento, nove in più rispetto al rilevamento precedente; anche in questo caso, la quasi totalità riguarda elementari e infanzia.

Il comitato Secondo Francesca Leone, presidente del comitato «A scuola Umbria», la circolare rappresenta «un passo indietro» che riporterebbe bambini e ragazzi in casa e penalizzerebbe chi ha scelto di vaccinarsi. Leone ha scritto anche alla Regione sottolineando che secondo il legale del comitato il documento «non contiene disposizioni “vincolanti” e, visto l’andamento dei contagi e la buona riuscita dei protocolli messi in atto dalla nostra Regione fino a ora, auspica che questi non vengano cambiati. La Regione Umbria, infatti, da aprile scorso ha deciso di tutelare la presenza scolastica attraverso il monitoraggio dei casi ed evitando le inutili quarantene».

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