Nelle scuole dell’Umbria per l’anno al via tra poche settimane risultano scoperti 549 posti di personale Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari), ma le immissioni in ruolo autorizzate dal ministero dell’Istruzione sono meno di un terzo, precisamente 163, pari al 29,7 per cento del reale fabbisogno. A fornire le coordinate delle criticità con cui dirigenti scolastici, prof e studenti faranno i conti anche quest’anno col rientro in classe è Lucia Marinelli, segretaria regionale Uilscuola Rua, che evidenzia come nel sistema scolastico italiano «il precariato continui a essere una delle piaghe, perché i posti non è che non ci siano è che non vengono coperti con le immissioni in ruolo», cioè con contratti a tempo indeterminato.

In particolare, una nota del sindacato spiega che in Umbria, ma non solo, la carenza più problematica si registra sul fronte dei collaboratori scolastici, perché in provincia di Perugia ne mancano 289, mentre a Terni 82. Nonostante questi numeri il ministero ha autorizzato l’assunzione di 119 persone, 93 in provincia di Perugia e 26 a Terni. Per quanto riguarda gli assistenti amministrativi, invece, in Umbria i posti scoperti sono 112, ma c’è l’ok per coprirne appena 31, di cui 25 a Perugia e 6 a Terni. Infine, nelle scuole della regione servirebbero 66 assistenti tecnici, ma qui addirittura l’autorizzazione per l’immissione in ruolo si ferma a 13 unità, di cui 10 a Perugia e 3 a Terni.

«Come Uilscuola Rua da anni chiediamo immissioni in ruolo sui posti disponibili, ma – dice Marinelli – l’amministrazione centrale continua a non investire nella scuola, non dando garanzia di continuità e sicurezza a chi da anni aspetta un ruolo. Aggiungiamo che il personale Ata ha assunto, negli anni, incarichi sempre più onerosi, e le scuole, ormai, gestiscono attività e progetti sempre più impegnativi e di responsabilità, mentre il numero delle persone è sempre molto ridotto rispetto alle reali necessità, perché affidato a tabelle di calcolo obsolete». La conclusione della sindacalista è secca: «I governi si susseguono, ma i problemi restano».

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