Currently set to Index
Currently set to Follow
sabato 28 maggio - Aggiornato alle 19:11

Scuola e calo delle nascite: a Perugia 850 alunni in meno in due anni. «Tariffe? Non è possibile tagliarle»

Per l’edilizia con la nuova ordinanza del commissario Legnini in arrivo 31,7 milioni

di Daniele Bovi

Dall’infanzia alle medie in due anni sono quasi 850 in meno gli alunni iscritti alle scuole del Comune di Perugia. Terminato il periodo di par condicio elettorale, mercoledì il sindaco Andrea Romizi insieme al vice Gianluca Tuteri e ai dirigenti del Comune ha fatto il punto sull’avvio del nuovo anno scolastico, partito ormai da più di un mese. Tra i dati che spiccano c’è proprio quello che riguarda il calo delle iscrizioni: dalle 15.300 del 2019/2020 i dati provvisori dell’Ufficio scolastico regionale parlano di 14.488 nel 2021/2022. In particolare si è passati da 2.919 alunni delle scuole dell’infanzia a 2.830 (-3,1%), da 7.485 a 6.926 alle elementari (-7,5%) e da 4.926 a 4.732 alle medie (-4%)

Natalità e Bes «Questo calo delle iscrizioni – ha spiegato la dirigente Roberta Migliarini – la stiamo monitorando come amministrazione e è derivato da quello delle nascite; la differenza, benché i dati siano ancora provvisori, è abbastanza significativa. Il dato relativo al calo della natalità è quello su cui lavorare tutti insieme». Un altro elemento significativo che emerge dal corposo report consegnato alla stampa è quello relativo agli alunni con Bisogni educativi speciali (Bes): dall’anno scolastico 2017/2018 a quello 2020/2021 il numero di assistiti è cresciuto da 824 a 931. Un aumento che essenzialmente riguarda, secondo i dirigenti, la capacità di fare diagnosi in modo precoce: «L’individuazione del bisogno speciale – ha detto Migliarini – è anticipata rispetto agli anni passati, con diagnosi fatte in età precoce; il riconoscimento anticipato da un certo punto di vista ci rincuora».

Asili Rispondendo alle domande dei giornalisti l’amministrazione ha poi sottolineato che, su questo fronte, non ci sono problemi riguardo alla mancanza di personale. Altro tema emerso durante la conferenza stampa è quello delle liste d’attesa degli asili: Perugia, come l’Umbria in generale, è ai vertici in Italia per l’offerta e al momento la lista è di poche decine di unità. Questo più che altro per le restrizioni (dalla riduzione del rapporto tra educatrici/bambini fino alle cosiddette bolle e alla riduzione delle capienze) imposte per il contenimento del nuovo coronavirus, senza dimenticare che in due strutture sono ancora in corso i lavori. «Una volta terminata l’emergenza – ha detto sul punto Migliarini – contiamo di risolvere il problema».

Tariffe Quanto alle tariffe degli asili, quelle di Perugia sono tra le più basse d’Italia, con un massimo di 432 euro e ‘sconti’ del 25% in caso di un secondo figlio e del 30% se ne viene iscritto un terzo. Spazio per un’ulteriore riduzione non ce n’è: «Abbassarle ancora – ha detto il sindaco – significherebbe abbassare anche la qualità del servizio». Come sottolineato dai dirigenti, tenuto conto di un costo medio per bambino di circa mille euro, la tariffa copre al massimo il 40%. «Proprio oggi – ha ricordato Tuteri – ricorrono 40 anni dall’istituzione degli asili nido in Italia. Eppure solo da poco queste strutture sono state ricondotte nella sfera educativa, dopo essere rimaste a lungo collocate in quella assistenziale. E c’è ancora la percezione diffusa che l’asilo sia legato alla ‘custodia’. Invece, è soprattutto un luogo di stimoli positivi che, insieme a quelli provenienti dall’ambiente famigliare, sono essenziali per lo sviluppo cognitivo e relazionale».

Edilizia scolastica Quanto all’edilizia scolastica, nel corso della conferenza è stato annunciato che con la nuova ordinanza del commissario speciale per la ricostruzione, illustrata a fine settembre, per la sicurezza strutturale e antisismica di alcune scuole saranno stanziati 31,5 milioni di euro. In particolare si tratta della «Fabretti» e della «San Paolo» (6 milioni), della «Leonardo Da Vinci» e della «Lombardo Radice» (3,4 milioni), della «Silone» di Sant’Erminio (2 milioni), della «Volumnio» di Ponte San Giovanni (9,4 milioni), della «Calvino» e della «Giovanni Cena» (10,7 milioni). Nell’ultimo anno sono stati invece quattro i milioni spesi per lavori, compresa l’acquisizione tramite permuta del nuovo centro per l’infanzia di Villa Pitignano.

Gli interventi Da poco si è concluso l’intervento per il centro dell’infanzia a Pian della Genna (696 mila euro), mentre ancora in corso quelli alla «Pestalozzi» (1,7 milioni), alla «Ciabatti» (2,9 milioni), alla «Valentini» (1,4 milioni) e al centro per l’infanzia di Ponte Felcino (680 mila euro). In sette scuole inoltre sono quasi ultimati gli interventi per la prevenzione incendi (315 mila euro). Avviata anche la procedura negoziata per affidare la realizzazione di un nuovo plesso a Ponte Pattoli (3 milioni, finanziati con mutuo di Cassa depositi e prestiti), mentre nei mesi passati è stato dato l’ok alla progettazione delle nuove elementari di Pila e delle medie di San Martino in campo.

Twitter @DanieleBovi

I commenti sono chiusi.