Uno studio medico

Non possiamo parlare di totale comprensione dell’utilità degli screening da parte degli umbri ma possiamo certamente dire che gli umbri ne hanno compreso l’importanza più che altrove in Italia. Particolarmente rispetto al centro sud dove ancora pigrizia, mancanza di sintomatologia o paura di doverli pagare, si traducono in una distrazione preoccupante.
Al sud si continuano a registrare adesioni minime su alcuni screening addirittura poco più del 30 percento della popolazione invitata ad aderire. Eppure il 40% dei tumori si può prevenire agendo sui fattori di rischio e aderendo ai programmi gratuiti del servizio sanitario nazionale. Se al sud Italia partecipa meno di un terzo della popolazione, significa, secondo quanto affermato da Gimbe, che in Italia 50 mila diagnosi di tumore sono mancate e quindi parliamo di un pericoloso ritardo nelle cure che potrebbero essere in molti casi fatali. Il messaggio deve essere forte e chiaro a tutti, gli screening sono gratuiti.

L’Umbria si conferma tra le regioni più virtuose d’Italia nella prevenzione oncologica. Secondo i dati più aggiornati diffusi da Agenas e dall’Osservatorio nazionale screening, la partecipazione ai test gratuiti per la diagnosi precoce dei tumori – mammella, cervice uterina e colon-retto – è ampiamente superiore alla media nazionale e dell’area Centro.

Nel 2023, l’adesione ai programmi regionali ha raggiunto il 73% per lo screening mammografico, posizionando l’Umbria al terzo posto nazionale, dietro solo alla provincia di Trento e al Veneto. Bene anche lo screening cervicale (Pap-test e Hpv-test), con una partecipazione del 52,4%, superiore alla media italiana del 46,9%. Più contenuti ma comunque sopra la media i numeri relativi al colon retto, con un tasso del 40,1% (contro il 32,5% a livello nazionale). Dovremmo essere secondi solo all’Emilia Romagna.

I dati preliminari del 2024 confermano il trend positivo: secondo Agenas, l’adesione in Umbria sarebbe salita al 67,2% per lo screening mammografico e al 64,3% per quello cervicale.

La copertura del servizio è elevata: oltre il 98% del target regionale è stato regolarmente invitato agli screening, e le due aziende sanitarie umbre – Usl Umbria 1 e Usl Umbria 2 – mostrano risultati sostanzialmente equivalenti. Nel 2023, entrambe hanno registrato oltre il 75% di adesione per mammella e cervice, con uno scarto minimo tra le aree del nord (Perugia, Alto Tevere) e del sud della regione (Terni, Foligno, Spoleto). La Regione ha inoltre abolito da tempo ogni forma di ticket per questi esami, garantendo accesso completamente gratuito ai cittadini, anche per eventuali approfondimenti diagnostici.

Il divario positivo rispetto alla media del Centro è netto: nel 2023, l’Umbria ha superato la media centro-italiana di 25 punti percentuali per lo screening mammografico (73% vs 48%), di 14 punti per la cervice uterina (52,4% vs 38%) e di 10 punti per il colon retto (40,1% vs 30%).

Dopo un calo fisiologico legato alla pandemia nel 2020, con una flessione visibile soprattutto nello screening per il colon-retto, la regione ha messo in campo un piano di recupero.

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