Stefano Gizzi

Dopo il Centro studi politici e sociali Malfatti di Terni, dalla Conca a schierarsi al fianco del soprintendente Stefano Gizzi è il circolo Verdi ambiente e società della città che attraverso una nota stampa inquadra il contestato operato del dirigente del Mibac in un’ottica di «esclusiva salvaguardia del patrimonio storico artistico costantemente minacciato dagli speculatori».

Scontro Comuni-Soprintendenza Il livello di attenzione intorno allo scontro che da tre mesi si consuma tra Comuni e Soprintendenza e su cui venerdì scorso Anci e Regione, ma non solo, sono entrate a gamba tesa elaborando un dossier in cui vengono elencati i cantieri che Gizzi starebbe di fatto bloccando e per i quali si rischia di perdere finanziamenti dal valore complessivo di 100 milioni. In questo quadro, il 24 luglio la presidente Catiuscia Marini, affiancata da alcuni sindaci, tra cui Leopoldo Di Girolamo, ha richiesto al ministro Dario Franceschini la destinazione ad altro incarico del soprintendente Gizzi.

Verdi al fianco di Gizzi «Come circolo Vas di Terni – si legge in una nota – riteniamo che Gizzi sia una delle poche persone, soprattutto tra i funzionari pubblici, che intende salvaguardare il patrimonio storico-artistico italiano costantemente minacciato dagli speculatori e dai “valorizzatori” i quali mirano ad utilizzare il patrimonio stesso come uno strumento per fare cassa con i risultati disastrosi che abbiamo quotidianamente sotto gli occhi. Già inviso alla classe politica delle Marche, territorio in cui si era giustamente opposto alla cementificazione dell’ermo colle caro a Giacomo Leopardi in quel di Recanati, ora Gizzi fa i conti con quella dell’Umbria che lo accusa di bloccare lavori togliendo ossigeno alle piccole imprese vincitrici degli appalti. Ritenendo non rispondente al vero questa motivazione – scrive il circolo Vas – vogliamo ribadire il nostro totale appoggio all’architetto Gizzi, ritenendo, come giustamente affermato, che sarebbero necessari centinaia di pubblici funzionari come il soprintendente umbro per salvare l’Italia dal continuo saccheggio di risorse e di bellezze».

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