Il progetto dell'auditorium di San Francesco al Prato

di Daniele Bovi

Dal nord al sud dell’Umbria, da Città di Castello a Montecchio, con amministrazioni guidate sia dal centrodestra che dal centrosinistra. Lungo le 33 pagine del dossier realizzato da Anci, Regione e Rete delle professioni c’è l’elenco delle opere pubbliche attualmente bloccate dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici dell’Umbria, da poco guidata da Stefano Gizzi. Regione e Anci venerdì hanno chiesto con molta durezza al governo che il soprintendente sia allontanato e i motivi di un’uscita così dura, spiegati in parte durante la conferenza stampa, emergono dalla lettura dell’intero dossier, all’interno del quale ricorrono molto spesso alcuni concetti, in particolare un atteggiamento di chiusura da parte della Soprintendenza e pareri prima favorevoli e poi, con l’arrivo di Gizzi, negativi, con tutto il caos che ne consegue.

Stallo totale Una situazione «di stallo pressoché totale», anche in relazione «a progetti che erano stati precedentemente autorizzati o sui quali era stata raggiunta un’intesa»; in tutto ci sono in ballo opere per oltre 120 milioni di euro. Nel complesso Anci, Regione e Rete spiegano che sono state impartite «disposizioni generiche e prive di motivazioni in palese difformità dalle norme nazionali e regionali». Un atteggiamento «che appare quantomeno irrispettoso». Uno dei casi più eclatanti riguarda Marsciano, e in particolare la ricostruzione del borgo di Spina danneggiato dal terremoto del 2009. Un progetto che non comporta «alcun impatto paesaggistico ed estetico» ma sul quale ora c’è il no di Gizzi, «in contraddizione con i precedenti pareri della Soprintendenza». Poi c’è il provvedimento di tutela paesaggistica sul «Contado di porta Eburnea» che vale su ben 58 km quadrati e che «di fatto impedisce quasi del tutto l’edificazione».

MARINI E ANCI CHIEDONO RIMOZIONE DI GIZZI

Il dossier A Perugia sono state invece rimesse in discussione alcune scelte che riguardano l’auditorium San Francesco (ad esempio la linea di quota della pavimentazione della navata principale) e la nuova biblioteca degli Arconi: Gizzi, è detto nel documento, ha manifestato perplessità sia sulla destinazione d’uso che sulla «chiusura dei locali voltati ancorché realizzata con pareti vetrate». Cambiare destinazione d’uso significherebbe perdere i soldi e il tempo stringe: entro il 31 dicembre bisogna approvare il progetto esecutivo ed entro il 2017 occorre rendicontare le spese. A Gubbio «pareri incoerenti» dopo l’arrivo di Gizzi sono stati espressi sulla Loggia dei tiratori, sul cui progetto di riqualificazione ce n’è ora uno negativo. Da Castello segnalano «ritardi e incertezze sull’emissione di pareri» che riguardano in complesso lavori per 3,7 milioni di euro.

PERUGIA, NUOVO TURRENO: ECCO IL TESTO DELL’ACCORDO TRA ISTITUZIONI

L’elenco A Spoleto, a proposito della lunga vicenda dei dehors, l’amministrazione parla di «disconoscimento da parte del soprintendente di prassi amministrative e tecniche consolidate da anni relativamente all’installazione di arredi urbani». A Foligno, oltre alla piastra logistica, c’è il problema del tracciato della Quadrilatero, per il quale anni fa è stata richiesta una variante allo scopo di non compromettere un’ampia fascia del Parco di Colfiorito; ora però, «per l’opposizione della Soprintendenza», si rischia di «adottare soluzioni meno sostenibili». «Discontinuità di comportamento» è quanto segnalato da Terni a proposito dei lavori che riguardano la passerella Telfer («ad aprile – è detto nel dossier – alla Conferenza dei servizi la Soprintendenza non si è presentata») e la Fontana dello Zodiaco, con Gizzi che ha detto no «all’ipotesi di rifacimento del mosaico danneggiato e sulla musealizzazione di quello originale».

Italia Nostra Un «parere contrastante dopo il sì a pavimentazione con bitume ecologico e colorato» è stato invece dato all’amministrazione di Castiglione del Lago a proposito di un’altra questione annosa, ovvero quella dei lavori sulla pista ciclabile. Altro no è arrivato, stavolta a San Giustino, alla passerella ciclopedonale perché comporterebbe una «artificializzazione eccessiva del paesaggio naturale». In difesa del soprintendente interviene sabato Italia Nostra dell’Umbria che, in un comunicato firmato dal presidente Gianfranco Angeli, parla di «attacco incomprensibile» e chiede «alla Regione e a quei Comuni ‘insoddisfatti’ di tutelare e valorizzare il bene comune, schiacciato ogni giorno da vari interessi in spregio all’articolo 9 della Carta costituzionale». «Non è vero – conclude – che tutti sono contro il soprintendente, ci sono ancora associazioni, cittadini, politici, amministratori e lavoratori che ogni giorno lottano per il bene comune».

Liberati Schierato con il soprintendente anche il consigliere regionale del M5S Andrea Liberati, secondo il quale per contendersi una manciata di voti la vecchia politica fa a gara per abbattere le prescrizioni del ministero dei Beni Culturali, vagheggiando contro quei residui vincoli che limiterebbero l’economia e perfino la ricostruzione post-sisma. ‎La destra propone e la sinistra dispone: lo stonato concerto umbro prosegue e la cornice legalitaria resta precarissima, a vantaggio di speculatori e approfittatori».

Twitter @DanieleBovi