di Ma. Gi. Pen.
Lo scisma dei lefebvriani tocca anche l’Umbria. In una nota l’amministratore diocesano della Diocesi di Terni, Narni e Amelia, don Matteo Antonelli, ha rivolto un appello a chi frequente le comunità e i luoghi di culto della Fraternità San Pio X nel territorio: «Vi invito
calorosamente a stare nella comunione della Chiesa».
Il monito riprende quello del Dicastero per la dottrina della fede. Dopo l’atto considerato scismatico di Écône, il Dicastero ha infatti dichiarato che il Vescovo Alfonso de Galarreta
e i quattro sacerdoti da lui consacrati sono incorsi nella scomunica latae sententiae. La stessa pena di scomunica è stata dichiarata per il Vescovo Bernard Fellay, che «ha aderito pubblicamente all’atto scismatico partecipando direttamente alla celebrazione come coconsacrante», spiega la Diocesi di Terni, Narni, Amelia. L’Autorità Apostolica ha quindi sancito, si legge nella nota esplicativa del Dicastero, che d’ora in poi «i ministri sacri appartenenti alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, sono nello scisma e devono pertanto essere considerati scismatici». Per i fedeli laici «sono da ritenersi scismatici e scomunicati coloro che aderiscono formalmente alla Fraternità Sacerdotale San Pio X», inoltre «i ministri sacri della Fraternità Sacerdotale San Pio X amministrano illecitamente i sacramenti» e «il sacramento della penitenza da loro amministrato e il matrimonio da loro assistito sono invalidi».
Da qui l’appello ai presbiteri, ai diaconi e ai fedeli laici della Diocesi di Terni-Narni-Amelia: «Mi rivolgo ora direttamente a voi, fratelli e sorelle carissimi, che frequentate le comunità e i luoghi di culto della Fraternità San Pio X nel nostro territorio diocesano – scrive don Antonelli -. Comprendo profondamente il vostro sincero amore per la sacra liturgia, per il senso del sacro e per la venerabile tradizione della Chiesa. Tuttavia, vi supplico come vostro fratello e padre: non anteponete una pur legittima sensibilità rituale alla piena e visibile comunione con la Chiesa Cattolica! L’atto consumato a Écône recide drammaticamente i legami nella comunione ecclesiale cattolica. Rimanere formalmente legati a una struttura scismatica non solo espone la persona stessa a una grave irregolarità canonica, ma vi priva della certezza sacramentale, in particolare per quanto riguarda la validità delle Confessioni sacramentali e dei vincoli coniugali. Le porte della Chiesa sono e resteranno sempre spalancate per accogliervi. Vi invito
calorosamente a stare pienamente e visibilmente nella comunione della Chiesa». Di seguito la nota completa.
Scisma lefebvriani, matrimoni invalidati e rischio scomunica per i laici: l’appello della Diocesi di Terni
La nota dell’amministratore diocesano don Antonelli dopo la scomunica latae sententiae: «State nella comunione con la Chiesa»
