di Ma. Gi. Pen. 

Un albero di Natale con sotto delle scarpe rosse. Questa la scelta dell’amministrazione comunale di Terni per le festività 2025, una scelta in tinta con il senso del progetto “Amore@Terni xmas – Luce di donna” che vuole essere un atto di memoria e celebrazione dedicato alla giovane Ilaria Sula, alle vittime di violenza e a tutte le donne. Una scelta che però, negli ultimi giorni, ha fatto molto discutere. Tra chi non è d’accordo con l’iniziativa anche la consigliera regionale Pd Maria Grazia Proietti e la Casa delle Donne di Terni; nel mirino l’accostamento del “rosso delle festività” al “rosso della violenza”: «Le scarpe sono rosse per il sangue, non per il Natale», scrive l’associazione. A replicare, dopo diversi post social della giunta Bandecchi, è l’assessore Alessandra Salinetti: «Le scarpe rosse sotto l’albero di Natale non sono un addobbo, ma sono poste alla base a testimoniare che non è Natale senza rispetto tra i sessi, senza pace, senza amore, senza educazione e gentilezza».

«Non mischiamo festa e dolore» Secondo la consigliera Dem Proietti «le scarpe rosse non sono un addobbo. Sono il posto vuoto lasciato da una donna che non tornerà. Sono passi che non faranno più rumore, parole che nessuno potrà più ascoltare. Ogni paio è una storia che è stata spezzata, strappata via», si legge nel post social che poi riprende: «Il Natale celebra la vita. I simboli rossi della violenza ci ricordano quanto fragile, quanto sacra, quanto preziosa sia la vita di ogni donna. E quanto sia nostro compito proteggerla. Non confondiamo quei rossi. Non mischiamo festa e dolore. Rispettiamo, sempre, la memoria e il coraggio di chi non c’è più. E impegniamoci, con fermezza, con coscienza, con il cuore aperto, affinché nessuna scarpa debba più restare vuota, affinché nessuna panchina debba più diventare un ricordo di morte. Non sento nessuna responsabilità per questa ulteriore incapacità di osservare la realtà, ma in quanto cittadina di Terni chiedo scusa per questa grande offesa a tutte coloro che nel sangue hanno lasciato la loro vita».

«Le scarpe sono rosse per il sangue, non per il Natale» La Casa delle Donne di Terni invece ci tiene a ricordare il significato di quelle scarpe rosse: «Le scarpe rosse per ricordare le donne vittime di femminicidio nascono con una valenza simbolica importante. L’artista messicana Elina Chauvet nel 2009 posizionò in una piazza della sua città 33 paia di scarpe femminili di vario tipo tutte rosse. L’idea dell’artista nacque per la necessità di accendere i riflettori sul fenomeno della violenza contro le donne attraverso un’immagine potente: scarpe che richiamassero il colore del sangue, prive delle loro rispettive proprietarie uccise da uomini violenti. Le scarpe sono rosse per il sangue. Non per il Natale», scrive l’associazione nel post social. «Collocare in un’atmosfera festosa un fenomeno strutturale e profondo come la violenza maschile contro le donne lo svuota del suo significato politico – continua la Casa delle Donne -. Diventa improvvisamente un oggetto decorativo, una fotografia da postare. Ammesso che l’intento sia quello di sensibilizzare, il risultato trasforma un problema sociale e culturale sistemico e doloroso in un ornamento stagionale. Parlare di violenza di genere non può essere ridotto a una metafora natalizia, perché la violenza non è una favola con un lieto fine garantito: è una realtà quotidiana che richiede politiche, investimenti, cultura, coraggio. Serve un’assunzione di responsabilità che vada oltre il gesto estetico e che non trasformi la violenza sulle donne in un elemento scenografico da consumare durante le feste».

«Non un addobbo, ma simbolo universale» A “difendere” il senso dell’iniziativa l’assessore Salinetti in una nota: «Le scarpe rosse sono un simbolo contro la violenza di genere. Sono il simbolo di una lotta nella quale  si riconoscono milioni di donne e di uomini. Dicono basta a nuove violenze,  ricordano le vittime di una cultura e di comportamenti che non si addicono al vivere civile e che non hanno nulla a che vedere con il ruolo della donna nella società moderna. Anche Terni ha pagato un prezzo altissimo per i femminicidi. Anche Terni si è vista strappare dai femminicidi madri, mogli, giovani donne che avevano la sola colpa di credere nella propria emancipazione e indipendenza, nella libertà di scegliere. La giovane e amata Ilaria Sula è solo l’ultima di una catena dolorosissima. Ebbene abbiamo voluto come amministrazione comunale ricordare anche a Natale le donne barbaramente uccise, lanciare un monito contro la violenza di genere, dare un segnale di speranza alle donne che ancora si trovano a vivere condizioni di ricatto e di sopraffazione. Lo abbiamo fatto anche a Natale perché è facile ricordare che non stiamo parlando solo di un appuntamento improntato al legittimo shopping ma una festa di valori e religiosi ma anche universali come la pace e l’amore. Ricordare in questo contesto le donne vittime di violenza, lanciare un messaggio di speranza, di cambiamento non solo è consono ma doveroso. Abbiamo voluto, e lo rivendico con grande orgoglio, una Natale si di festa ma anche di riflessione. Le scarpe rosse sotto l’albero di Natale di Piazza Europa – chiosa Salinetti – non sono un addobbo, non sono appese a mo’ di pupazzetti ma sono poste alla base a testimoniare che non è Natale senza rispetto tra i sessi, senza pace, senza amore, senza educazione e gentilezza.  Se questo messaggio ha toccato, colpito, fatto riflettere e determinato una sola donna che si trova a vivere condizioni di subalternità e di violenza sarà stato un immenso successo».

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